Medvedev: domani ritiro delle truppe La Merkel: Tbilisi entrerà nella Nato

Il presidente russo annuncia l'inizio del ritiro. Sarkozy: "Gravi conseguenze sennza un'esecuzione rapida degli accordi di pace". Il cancelliere tedesco nella capitale della Georgia incontra Saakashvili. La Rice: "La Russia onori la parola data". Appello del Papa per gli aiuti: aprite i corridoi umanitari

Mosca - Il ritiro delle truppe russe dal territorio della Georgia comincerà domani. Lo ha dichiarato il presidente russo Dmitri Medvedev durante una conversazione telefonica con il presidente francese Nicolas Sarkozy, secondo quanto riferisce l'agenzia Itartass. La stessa agenzia precisa che il ritiro riguarda i militari che erano stati inviati da Mosca in Ossezia del Sud a rinforzo dei peacekeeper della Csi dopo lo scoppio della crisi. Insomma. Mosca sembra prendere tempo mentre proseguono le manovre diplomatiche.

Monito di Sarkozy Il presidente francese Nicolas Sarkozy, nel corso di una telefonata con il presidente russo Dmitri Medvedev, lo ha avvertito che "una non esecuzione rapida e completa dell'accordo di pace" sulla Georgia "potrebbe portare a gravi conseguenze sulle relazioni fra la Russia e l'Unione europea". Lo ha riferito la presidenza francese in un comunicato.

La Merkel a Tbilisi Domani i russsi inizieranno a ruìitirarsi, dice il premier sll'indomani della firma dell' accordo di pace mediato dalla presidenza francese della Ue, ma secondo Tbilisi, sta riposizionando le truppe moltiplicando i punti di controllo e fortificano le sue posizioni. Sul piano diplomatico, intanto, il cancelliere tedesco Angela Merkel è arrivato a Tbilisi, accolto dal premier georgiano. Ancora bloccato, invece, l'accesso degli aiuti umanitari. La giornata si è aperta con l'annuncio dell'inizio del ritiro da parte del comandante delle forze russe che si trovano nel paese caucasico, generale Viacislav Borisov, ma un portavoce del ministero della difesa lo ha subito smentito precisando che "la decisione verrà presa quando la situazione nella regione si sarà stabilizzata". Una posizione che Mosca giustifica sulla base di quanto previsto dall'accordo di pace ma di fronte alla quale l'Occidente diventa sempre più insofferente: la prolungata risposta russa all'attacco di Tbilisi rischia infatti di apparire sempre di più come un'invasione.

"Tblisi entrerà nella Nato"  Il cancelliere tedesco Angela Merkel, ha detto oggi a Tbilisi che la Georgia entrerà nella Alleanza Atlantica. "La Georgia sarà un paese membro della Nato se lo desidera, e questo è ciò che desidera", ha spiegato ai giornalisti prima di incontrarsi con il presidente Mikheil Saakashvili. Due giorni fa, nel corso della sua visita a Mosca, il cancelliere aveva affermato che sia la Georgia sia l'Ucraina sono in corsa per un ingresso nell'Alleanza.

Le forze russe controllano il nodo strategico di Gori, vicino all'Ossezia del sud, dove oggi hanno impedito l'acceso della polizia georgiana, e diversi villaggi dell'ovest, compresa la zona di Senaki. In questa fragile tregua a rischio si inserisce il viaggio della Merkel, impegnata ad imprimere una accelerazione alla mediazione europea del presidente fSarkozy per evitare nuove escalation che potrebbero nuocere anche ai rapporti tra Russia e Germania, paese che continua ad essere il primo partner economico di Mosca. Oggi intanto il segretario generale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), Marc Perrin de Brichambaut, ha spezzato una lancia a favore dei sudosseti, sostenendo che dovranno "dire la loro" sul futuro status del loro territorio.

Il Papa: subito i corridoi umanitari Benedetto XVI ha chiesto oggi l'apertura "senza più indugi" di corridoi umanitari tra la regione dell'Ossezia meridionale e la Georgia per aiutare i feriti e dare degna sepoltura ai morti. Ha inoltre esortato alla protezione delle minoranze etniche caucasiche. Il forte appello è stato fatto dal pontefice dopo la preghiera dell'Angelus recitata nella residenza estiva di Castelgandolfo. "Continuo a seguire con attenzione e preoccupazione la situazione in Georgia e mi sento particolarmente vicino alle vittime del conflitto", ha detto il Papa. "Mentre elevo una speciale preghiera di suffragio per i defunti ed esprimo sincere condoglianze a quanti sono in lutto, faccio appello - ha aggiunto - affinché siano alleviati con generosità i gravi disagi dei profughi, soprattutto delle donne e dei bambini, che mancano perfino del necessario per sopravvivere". "Chiedo - ha poi proseguito - l'apertura, senza ulteriori indugi, di corridoi umanitari tra la regione dell'Ossezia meridionale e il resto della Georgia, in modo che i morti ancora abbandonati possano ricevere degna sepoltura, i feriti siano adeguatamente curati e venga consentito a chi lo desidera di ricongiungersi con i suoi cari. Si garantiscano, inoltre, alle minoranze etniche coinvolte nel conflitto l'incolumità e quei diritti fondamentali che non possono mai essere conculcati". "Auspico, infine - ha concluso - che la tregua in atto, raggiunta grazie al contributo dell'Unione Europea, possa consolidarsi e trasformarsi in pace stabile, mentre invito la Comunità internazionale a continuare ad offrire il suo sostegno per il raggiungimento di una soluzione duratura, attraverso il dialogo e la buona volontà comune".

La Rice: "La Russia onori la parola data" Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice si augura che il presidente russo Dmitri Medvedev "mantenga la propria parola e onori l'accordo sul cessate il fuoco in Georgia". Intervenendo su Fox, Rice ha precisato che Medvedev al momento non ha onorato quanto promesso al presidente francese Nicolas Sarkozy: "Mi auguro che questa volta, rispetti la sua parola".