Medvedev: la Georgia si ritiri senza condizioni Berlusconi chiama Putin: serve una tregua

Mosca ha preso il controllo di Tskhinvali, capitale dell'Ossezia. Tbilisi annuncia il cessate il fuoco. Blocco navale della flotta russa sul Mar Nero. All'Onu risoluzione Usa di condanna della Russia. Il premier Medvedev: la Georgia si ritiri senza condizioni. <a href="/a.pic1?ID=282430" target="_blank"><strong>Telefonata del Cavaliere al premier russo</strong></a>

Tbilisi - Dopo che l'esercito russo ha preso il controllo di Tskhinvali, la capitale della repubblica separatista georgiana Ossezia del sud le forze georgiane si sono ritirate dalla repubblica separatista dell'Ossezia del sud. Lo ha detto un portavoce del ministero degli interni a Tbilisi. "Si sono ritirate, completamente", ha detto il portavoce Shota Utiashvili alla Reuters. Un reporter della Reuters ha riferito di aver visto un convoglio militare georgiano che trasportava uomini e mezzi di artiglieria ritirarsi dall'Ossezia. L'annuncio del ritiro giunge dopo tre giorni di combattimenti seguiti al tentativo georgiano di prendere il controllo della repubblica separatista filorussa dell'Ossezia del sud. La mossa di Tbilisi ha provocato però una massiccia risposta militare russa, con attacchi anche sul territorio georgiano, e l'apertura di un nuovo fronte da parte dei separatisti dell'Abkhazia, altra repubblica georgiana filorussa. Ieri la Georgia aveva offerto un cessate il fuoco alla Russia che aveva però chiesto prima un ritiro completo delle truppe georgiane sulla posizioni precedenti all'inizio delle ostilità. Il convoglio militare è stato visto muoversi attraverso il villaggio di Ergneti, in Georgia, pochi chilometri più a sud della capitale dell'Ossezia del sud Tskhinvali. Oggi il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha visitato la zona.

La Georgia: mediazione Usa La Georgia ha chiesto agli Stati Uniti di assumere funzioni di mediazione nella crisi con la Russia intorno alla repubblica separatista pro-russa dell'Ossezia del Sud. Lo ha detto oggi il segretario del Consiglio di sicurezza georgiano, Alexandre Lomaia.

"La Russia pronta a un attacco su larga scala"  La Russia, secondo fonti del ministero dell'Interno di Tbilisi, starebbe per sferrare un attacco in larga scala contro la Georgia. L'esercito - ha detto il capo del dipartimento dell'informazione del ministero dell'Interno georgiano, Shota Utiashvili - può già contare su 6.000 soldati all'interno del Paese, supportati da carri armati, e altri 4.000 starebbero arrivando via mare allo scopo di sferrare un attacco nelle prossime ore. "Stanno aspettando l'alba per cominciare le operazioni - ha detto Utiashvili -. La Georgia - ha aggiunto, dovrà fronteggiare una catastrofe umanitaria".

Blocco navale russo Navi da guerra russe sono arrivate questa mattina sulla coste dell'Abkhazia che si affacciano sul Mar Nero, Lo scrive l'agenzia russa Ria citando fonti della Marina russa. "L'incrociatore Mosca, la nave da guerra Smetlivy e navi appoggio sono giunte questa mattina a destinazione", scrive la Ria citando la stessa fonte. "La Marina ha ricevuto l'ordine di non consentire rifornimenti di armi e di materiale militare per la Georgia via mare", ha detto la fonte russa all'agenzia. La Russia ieri ha accusato i paesi occidentali e l'Ucraina di armare la Georgia, le cui forze armate hanno cercato di prendere il controllo della repubblica separatista filorussa dell'Ossezia del sud. Le navi russe sono dispiegate "per impedire che si ripeta lì quanto è accaduto in Ossezia del sud", ma non sono coinvolte in azioni militari. Lo ha detto il vicecapo dello stato maggiore russo Anatoli Nogovitsin, precisando che "le nostre navi non fanno alcuna azione contro le navi georgiane o le strutture costiere".

Monito Usa e risoluzione contro Mosca all'Onu La Casa Bianca da Pechino ha messo in guardia la Russia sul rischio che l'escalation in Georgia abbia "un forte impatto" sulle relazioni a lungo termine con gli Usa. Gli Stati Uniti hanno intenzione di presentare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu una risoluzione di condanna nei confronti della Russia, in cui definiscono "inaccettabile" l'azione militare contro la Georgia. Un portavoce della delegazione americana ha riferito alla agenzia Reuters: "Presenteremo oggi una risoluzione che chiarisce che le azioni russe in Georgia sono inaccettabili per la comunità internazionale".

L'Abkhazia dichiara lo stato di guerra Il leader abkhazo Serghei Bagapsh ha dichiarato lo stato di guerra sulla maggior parte del territorio della repubblica secessionista per dieci giorni. Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass. Il parlamento abkhazo ha appoggiato il decreto e ha ordinato la mobilitazione di tutti i riservisti nella republica ribelle georgiana. Da stamane la gola di Kodori, dove si trovano truppe georgiane, è sottoposta a pesanti bombardamenti dall'Abkhazia, afferma la parte abkhaza citata dall'agenzia Interfax. Stando alla fonte, un corridoio umanitario è stato aperto per consentire ai civili di evacuare la zona dei combattimenti. I mass media georgiani, secondo la radio Eco di Mosca, parlano invece di bombardamenti di aerei russi nella zona e anche attorno a Zughdidi, città georgiana vicina al confine. Sempre secondo l'emittente, i 15 osservatori dell'Onu hanno lasciato la zona.

I russi marciano su Gori Le forze russe si stanno dirigendo verso sud e le forze georgiane si sono posizionate per difendere la città di Gori. Lo ha affermato oggi il segretario del Consiglio di sicurezza georgiano, Aleksandr Lomaia, nel corso di una conferenza telefonica da Tbilisi. "Le truppe russe (che si trovano in Ossezia del Sud, ndr) si dirigono verso sud, e la prossima tappa in quella direzione è la città di Gori", ha dichiarato Lomaia che ha aggiunto: "le nostre truppe sono posizionate per difendere la città". Gori, la più grande città georgiana in prossimità della repubblica separatista dell'Ossezia del Sud, è considerata come un nodo strategico in Georgia. "Non ci sono in questo momento combattimenti né bombardamenti", ha precisato il responsabile georgiano nel corso della conferenza tenuta nel primo pomeriggio a Tbilisi.

Tblisi chiede una tregua e annuncia il cessate il fuoco Il ministero degli esteri georgiano ha annunciato di aver chiesto ufficialmente alla Russia una tregua e di avere ordinato il cessate il fuoco. Lo riferisce la radio Eco di Mosca. "Le forze armate georgiane cessano le ostilità in Ossezia del sud a partire da oggi", si legge nella nota del ministero, consegnata al console generale russo. "Tutte le forze armate sono state ritirate dalla zona del conflitto. La parte georgiana ha creato un corridoio umanitario per dare alla popolazione e ai feriti la possibilità di evacuare la zona di conflitto. La Georgia è pronta a iniziare immediatamente trattative con la Russia per il cessate il fuoco e per la fine delle azioni di combattimento", si legge nella nota.

Bombe sull'aeroporto di Tbilisi, ma Mosca smentisce Il ministero dell'Interno georgiano ha detto che aerei russi hanno sganciato oggi una bomba a 200 metri da una pista dell'aeroporto internazionale di Tbilisi. Anche un testimone della Reuters ha detto che un attacco aereo russo ha colpito l'aeroporto internazionale di Tbilisi, a 200 metri dalla pista. La Russia ha però smentito di aver bombardato l'aeroporto. Lo ha riferito l'agenzia Interfax, citando il ministero della difesa russo. "Questa disinformazione è stata diffusa dalla parte georgiana con l'obiettivo di indurre in errore la comunità internazionale sugli eventi in corso nell'Ossezia del sud", ha detto un rappresentante del ministero citato dall'agenzia.

Il premier russo: la Georgia si ritiri senza condizioni Il presidente russo Dmitri Medvedev ha detto oggi che la Georgia deve ritirare senza condizioni le sue truppe dalla zona di conflitto nella Ossezia del sud e che deve firmare immediatamente un impegno formale a non attaccare la regione separatista. Lo hanno detto agenzie russe, precisando che Medvedev ha fatto tali dichiarazioni in un colloquio telefonico con il presidente francese Nicolas Sarkozy.