Il Meeting ha riscoperto il lato impegnato del samba

A Rimini la colonna sonora delle favelas: gli Essencia BH hanno dimostrato quanto questo ritmo racconti un popolo

Il samba? Ritmo brasiliano che facilita gli ancheggiamenti, preferibilmente discinti, durante i periodi goderecci, carnevale in testa. Niente di più sbagliato. Il samba, finalmente sdoganato e restituito alla sua completezza di espressione artistica è stato protagonista al Meeting 2010 sia con una mostra, Um ceu no chao. Un cielo in terra che con una serata musicale, Samba Raiz, la radice del samba, in compagnia di una formazione di Rio de Janeiro, gli Essencia BH guidati da uno dei musicisti più celebri del Brasile popolare, Romaldo Coisa Nostra. Insolita chiave di lettura, quella proposta dal Meeting, perché il samba, finalmente liberato dal cliché di ritmo adatto solo a dimenare tette al vento, si fa scoprire come poesia in musica di genti e grandi artisti e insolito perché raramente le favelas vengono raccontate come luogo di speranza indomita e ultimamente di umanità vera. All’origine di entrambe, mostra e concerto, ci sono un manipolo di musicisti brasiliani e due italiani, Pigi Bernaregi e Rosetta Brambilla, quarantanni trascorsi a Belo Horizonte a condividere cuore e passione con donne, bambini e giovani di uno dei luoghi più poveri della terra. Poveri, ma non «desolati»: «La maggior parte degli abitanti delle favelas ha storie drammatiche alle spalle, sono donne abbandonate e maltrattate - dice la Brambilla - eppure ti accorgi che, nonostante tutto, dentro le loro vene scorre un senso di felicità e di fede, anche se hanno un senso del mistero per certi aspetti magico. Dunque il samba, come musica e poesia, nasce proprio da questa gente venuta dall’interno, inurbata in cerca di lavoro». Ecco ristabilita la verità storica ed artistica: da questo sangue, da questa gente, da queste storie è nato il samba, che è voce, canto ed espressione musicale del quotidiano, di vite, povertà e di quel seme di bellezza che non muore mai, anche nella peggiore delle situazioni. Un esempio? Ecco il testo sorprendente di Sei lá, Mangueira, un samba pieno di vita e positività scritto da Paulinho da Viola per una delle più desolate favelas di Rio, una baraccopoli dove vivono oltre ventimila persone. Mille e ancor di più sono i titoli famosi, anche se solo una ventina di questi sono stati interpretati sul palco da Essencia BH, che hanno offerto un orizzonte completo a ricordare che a volte il samba tocca le corde della preghiera (come nell’Ave Maria di Vincente Paiva), oppure racconta di un marito che aiuta la moglie a vedere le stelle anche nella povertà della propria baracca di favelados, come in Chaco de estrela. Canzoni celebri per lo più nella terra che le ha generate, anche se in certi casi raggiungono vette artistiche intramontabili e oltrepassano gli oceani quando sono firmate dai grandi, come nel caso di Berimbau o ancor di più in Samba de bencao, il Samba delle benedizioni scritto da Vinicius de Moraes e Baden Powell. Come rimanere impassibili?