Mefistofele, buffoni, diavolesse Il volto grottesco di «Faust»

Il regista Brunetti: «Ho alternato toni tragici e note dissacranti»

La passione per gli eroi della storia, per gli archetipi che racchiudono nel loro animo quei caratteri universali che ogni uomo può riconoscere come propri è stata la scintilla che ha scatenato l'estro artistico di Andrea Maria Brunetti
Ammaliato dal Faust di Goethe, innamorato della scena, nei panni del regista Brunetti presenta, da stasera al Teatro Arsenale, il Faust di Christopher Marlowe. «Con questo spettacolo - racconta Brunetti - abbiamo partecipato anche a un festival in Argentina registrando sempre il tutto esaurito. Ora a Milano, facciamo rivivere un eroe dalla grande statura simbolica». Oltre ad aver subito il fascino del personaggio, Brunetti ha colto nel testo di Marlowe una grande teatralità: «Senza dubbio, per il pubblico elisabettiano, la presenza di diavoli, diavolesse, cialtroni e buffoni esercitava una grande attrazione; nella mia messinscena ho voluto mantenere la dimensione artigianale dello spettacolo, lavorando sulla drammaturgia in modo tale da conservare la caratteristica del manufatto curato e intarsiato». Una parte tragica in eterno dialogo con la sezione comica, dove l'altisonanza delle esperienze di Faust e di Mefistofele si compenetrano perfettamente con lo scimmiottamento dei buffoni: «Dal punto di vista drammaturgico, la parte che io definisco comica, in effetti, non offre nessun valore aggiunto alla comprensione dello spettacolo; tuttavia, ho deciso di mantenerla come elemento fortemente teatrale lavorando su questa alternanza tra toni tragici e note dissacranti».
Dopo aver lavorato sul testo, leggendolo, elaborandolo, vivisezionandolo, cucendolo e ricucendolo, Brunetti è approdato alla versione definitiva mettendo a punto una lettura il più fruibile possibile, eliminando i quadri meno interessanti e poco significativi. «La storia di Faust, di grande attualità, doveva, secondo me essere spogliata di tutti quegli elementi magici e fiabeschi, lasciando spazio alla concretezza». Non a caso, la parte centrale nella quale Marlowe descrive il viaggio mirabolante di Faust e di Mefistofele, è stata sostituita da un grande monologo, una sorta di cronologia universale con la quale si raccontano nefandezze e grandezze dell'uomo: «Avvalendomi della parola di Marlowe con qualche escursione nella letteratura di Conrad, ho inserito una sezione importante, attraverso la quale si può comprendere come l'uomo abbia la capacità e la consapevolezza di guardare in modo lucido e coraggioso il fatto di essere sulla terra, l'artefice di tutto».
Faust di Marlowe
Teatro Arsenale
fino al 20 aprile
martedì-sabato ore 21.15
domenica ore 16.30
tel. 02-8321999