Megaspot da 6 milioni: Obama vola nei sondaggi

Mezz'ora in <em>prime time</em> su sette canali: storie di americani comuni per convincere l'America. Ieri sera comizio con Clinton. Zogby gli dà 7 punti di vantaggio

New York - Mezz'ora in prime time. Storie di America e di americani. Più un documentario che uno spot elettorale. Uno "scherzetto" da sei milioni di dollari, che Barack Obama ha speso per mandare in onda il suo messaggio in contemporanea nell'orario di massimo ascolto su sette canali televisivi. Sei milioni di dollari che consentono a Obama di riprendere l'abbrivio nei sondaggi di Zogby a cinque giorni dalla grande notte che assegnerà lo scranno dello studio Ovale della Casa Bianca. Oggi il democratico ha sette punti percentuali di vantaggio sul rivale repubblicano John McCain. Obama detiene il 50% delle preferenze contro il 43% di McCain, aumentando il distacco di cinque punti registrato dall'indagine di ieri. I sondaggi telefonici hanno un margine d'errore del 2,9%. 

Comizio con Clinton "Quest’uomo deve essere il nostro presidente" ha detto Bill Clinton di Barack Obama con cui, per la prima e unica volta, ha condiviso ieri sera un palco elettorale a Kissimmee, in Florida, stato cruciale per l'elezione del presidente degli Stati Uniti il prossimo 4 novembre. Clinton ha elencato quattro motivi per cui gli americani devono votare per il senatore dell’Illinois: "la sua filosofia, il suo programma, la sua abilità nel prendere decisioni e nel portare il cambiamento nella vita della gente". Ieri sul palco, davanti a migliaia di persone, non è mancato il prevedibile scambio di affettuosità: "In caso l’aveste dimenticato, ecco cosa significa avere un grande presidente" ha detto Obama di Bill.

Il megaspot "Se busserete ad alcune porte per me, se andrete a votare per me - ha detto, chiudendo in diretta da un megacomizio in Florida il suo megaspot - cambieremo questo Paese e cambieremo il mondo". Nonostante il grande entusiasmo che la sua campagna elettorale ha suscitato, molti americani di lui sanno poco o nulla. Sono soprattutto quelli che vivono lontano dalle metropoli, nell’America profonda, dal Midwest agli Appalachi. Mezz’ora come questa può essere vitale per lanciare la volata finale prima del voto. "Dal punto di vista tecnico è stato un messaggio maledettamente perfetto, geniale" lo ha definito Mark Halperin, uno dei grandi nomi di Time magazine. "Una mezz’ora di grande televisione". Solo Cnn non ha mandato in onda lo spot, visto da milioni di spettatori su Cbs, Nbc e Fox e sui canali via cavo Univision, Bet, Msnbc e TV One. Abc manderà in onda lo spot nei prossimi giorni. Obama ha alternato momenti di dialogo con i telespettatori, schegge di comizi della lunga campagna elettorale e storie di gente comune, stritolata da un'America che ha dimenticato di prendersi cura della classe media. Storie drammatiche e commoventi al contempo.

Voce narrante Il democratico era la voce narrante nel racconto del regista Davis Guggenheim (lo stesso di "Una scomoda verità", il documentario da Oscar dell’ex vicepresidente Al Gore sull’effetto serra) e al termine di ogni segmento è entrato nel dettaglio del suo programma di governo, guardando dritto alla telecamera, da un ufficio che sembra una fotocopia dello studio Ovale della Casa Bianca. Posti di lavoro, istruzione, sanità: il messaggio è indirizzato alle famiglie. E le storie di vita sono state scelte per risuonare con un elettorato particolare. Quello del Kentucky, dell’Ohio, della Florida, del New Mexico. Fino a quattro anni fa erano tutti Stati repubblicani, quest’anno sono confronti dove i democratici possono mettere a segno una storica vittoria con il più atipico dei candidati.

Gente comune I personaggi? Una madre che fa i conti con costi impossibili della sanità, costretta a razionare il cibo ai figli: ciascuno ha un ripiano nel frigorifero e sa che deve farsi durare la sua parte per una settimana. Un anziano del Kentucky (ha 72 anni, come McCain) costretto a lavorare anche se è già in pensione, per pagare i 12 farmaci per curare la moglie, senza copertura medica. "Non sono un uomo perfetto e non sarò un presidente perfetto, ma saro sempre onesto, vi dirò sempre quello che penso, vi ascolterò". Sono parole che assomigliano a quelle del giovane Bill Clinton, un volto nuovo nel 1991: "I'll always be with you until the last dog dies", vi resterò al fianco per sempre, fino alla fine.

Differenza di mezzi McCain ha commentato con stizza, in una intervista a Larry King, su Cnn, notando la differenza di mezzi tra lui e il suo avversario. Le parole di McCain sono andate in onda poco dopo il mega spot di Obama. "Aveva firmato un documento per dire che avrebbe accettato i finanziamenti pubblici e ha mentito. Noi sappiamo da dove arrivano tutte le donazioni che ha ricevuto". Oltre 660 milioni di dollari, più di George Bush e John Kerry, gli sfidanti del 2004, messi insieme e il doppio di McCain. La differenza si vede nei numeri. Obama manda in onda una media di 7.700 spot televisivi ogni giorno, il doppio rispetto all’avversario, e può permettersi messaggi di oltre un minuto, mentre McCain non supera i 30 secondi. Tenendo conto del fatto che gli spot sono concentrati in un piccolo numero di stati incerti, si ha l’idea della potenza di fuoco di Obama in Pennsylvania, Virginia, Florida, Colorado, Nevada, e nel Midwest. Obama ha speso 150 milioni di dollari in inserzioni su circuiti televisivi locali, 30 milioni su reti nazionali e via cavo. McCain ha speso in tutto 13 milioni di dollari.