«È meglio che rimanga in Regione»

Sabrina Cottone

Tornare a votare in Regione? «Un’ipotesi deprecabile» dice il sindaco, Gabriele Albertini, nel giorno in cui il presidente della Lombardia ripropone con forza la candidatura per il Senato. «Mi sembrerebbe un caso deprecabile, perché per governare un’istituzione come la Lombardia bisogna avere il tempo e il respiro necessari e garantire una continuità con il passato». Insomma, Albertini è piuttosto perplesso per i progetti del governatore, anche se il sindaco tiene a definirsi «un formigoniano molto convinto». Il ragionamento è articolato. «Non ho obiezioni, ma mi domando quale ministero sia conciliabile con una crescita e sia più importante che governare la Regione più importante d’Italia. Credo che il ruolo del presidente della Regione sia quello che sta facendo benissimo. Se ha obiettivi e ambizioni diverse credo che non siano quelle di fare il senatore, ma di essere un uomo di governo». E appunto, secondo il sindaco, «non c’è ministero o ruolo governativo più importante rispetto al governo della Lombardia». No comment all’ipotesi che Formigoni punti alla presidenza del Senato e nessun desiderio di dare consigli: «Semmai sono io che li chiedo a lui». Una voce critica si leva anche da An. A parlare è l’europarlamentare Romano La Russa: «Basta con iniziative contrarie a ogni logica di correttezza e trasparenza politica - chiede -. È bene che Formigoni rientri nei ranghi e la smetta con dichiarazioni che appaiono insensate oltre che autolesioniste. Volersi candidare oggi al Senato credo sia una richiesta tardiva, tanto più se non vi è condivisione nella maggioranza. E non può oggi tradire le attese e le aspettative di chi lo ha votato per governare la Regione per 5 anni». Ma il capodelegazione regionale di An Massimo Corsaro si dissocia dalla dichiarazione di La Russa, che «nulla ha a che vedere con la posizione di An in Regione secondo la quale ogni vicenda relativa a un partito alleato non può che essere guardata con rispetto e distacco. A giudicare dai toni e dai contenuti, la troppa frequentazione in Europarlamento con Borghezio ha messo a dura prova la proverbiale lucidità di La Russa».
Formigoni è più che mai convinto della necessità di portare il suo valore aggiunto alle politiche. E invita a rimandare la questione dell’incompatibilità a quando si porrà concretamente: «Ci sarà tempo per pensare alle scelte successive». Ora, per il governatore, è bene concentrare sforzi e attenzione sulla battaglia. La sostanza è che più personalità di peso si spenderanno nella campagna elettorale, più aumenteranno le possibilità della Cdl: «È bene affiancare il presidente del Consiglio nella sua straordinaria opera di convincimento. In tempi di par condicio è chiaro che non può essere solo Berlusconi, ma una schiera di persone ad andare in giro di città in città, di quartiere in quartiere, porta a porta a spiegare ai cittadini la prospettiva che il nuovo governo della Cdl può portare per tutto il Paese».