«Meglio creare zone no-smog in centro»

«Tempi brevi e una rapida approvazione» chiede per la legge regionale sull’ambiente il presidente del consiglio Ettore Albertoni. Che parla di «problematiche molto importanti per la qualità della vita e lo sviluppo sociale ed economico di tutti i cittadini lombardi». Un appello all’unanimità lancia, invece, il presidente della commissione Ambiente Stefano Maullu (Fi). «La qualità dell’aria - assicura -, e quindi la salute dei cittadini, è faccenda su cui è richiesto l’impegno di tutti al di là delle appartenenze politiche. Per questo avvieremo un lavoro comune per combattere l’inquinamento». Ma il dibattito si infiamma quando si comincia a parlare di ticket. Con lo stesso centrodestra che non sembra condividere la ricetta Moratti. «Rischia di essere poco efficace - aggiunge Maullu -. Piuttosto è meglio puntare su soluzioni nuove come le “no-smog area” sull’esempio di Londra, limitando l’accesso a tutti i veicoli inquinanti. Un’iniziativa che si potrebbe sperimentare in centro nel “quadrilatero della moda” con un servizio navetta di auto elettriche». Critiche arrivano anche da An che come bersaglio sceglie il presidente Filippo Penati. «No al ticket antismog esteso all’hinterland come proposto dalla Provincia - tuona il capogruppo di An al Pirellone -. Prima di adottare qualsiasi misura antitraffico ed antinquinamento di questo tipo, bisogna essere molto sicuri di quello che si fa. Studiare a fondo dettagli, modalità, vantaggi e svantaggi, senza ricorrere a strumenti che hanno il sapore di una gabella medievale. Non possiamo far trovare all’improvviso agli automobilisti una serie di dogane all’ingresso in città, per scoprire poi, magari, che l’inquinamento non diminuisce affatto». La diessina Marilena Adamo, invece, chiede un referendum. «La presa di posizione di Formigoni sul traffico, al di là dell’ovvia esortazione al coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, suona come uno stop alle proposte emerse dagli enti che amministrano realtà importanti come Milano e l’hinterland metropolitano. È un richiamo, ma sembra più un voler sottolineare il proprio ruolo politico che non il bisogno di un’effettiva dialettica tra istituzioni. Sul ticket d’ingresso noi dell’Ulivo abbiamo proposto il referendum, Formigoni propone che a decidere sia “soprattutto” lui».