Il meglio dei pittori liguri tra Ottocento e Novecento

Il novecento era alle porte e Genova si stava incamminando verso la modernità. Ancora s'ignorava a quali lidi il nuovo secolo avrebbe condotto la Superba ma ottimismo e fermento non mancavano, soprattutto in materia d'arte. Genova e i suoi dintorni, a levante come a ponente, erano meta privilegiata per molti artisti, liguri e non. E la Superba era una vetrina d'eccezione per quanti volessero far conoscere la propria opera o confrontarsi con quella d'altri artisti.
Di questo clima effervescente si respirano gli umori nella mostra «Pittori Liguri», alla Galleria Alla Stazione di Bogliasco (Via Aurelia 3r, fino al 23 ottobre). L'esposizione permette di portare indietro le lancette dell'orologio fino a quel periodo di splendida transizione a cavallo tra ottocento e novecento, quando l'Accademia e la Società Promotrice di Belle Arti erano vere e proprie fucine d'artisti. La mostra presenta molte opere di Giovanni Sacheri, grande interprete della natura ligure, capace di dare vita con pochi tratti a vedute intense ed essenziali. Dotato di una non comune sensibilità per la luce, Sacheri infonde ai suoi scorci una forte carica emozionale. Il cielo e il mare della sua Bogliasco sono i motivi ispiratori di una pittura che già respira le brezze della modernità, conosciuta nei viaggi all'estero.
A fare da contrappunto ai caldi olii di Sacheri, gli splendidi acquerelli di Craffonara, già allievo del grande Tammar Luxoro all'Accademia Ligustica. Campi d'indagine prediletti di Craffonara sono la natura e il silenzio. Scorci inediti di paesaggi immersi nella quiete si stagliano sulla tela, percorsa solo da rapidi e leggeri tratti. La luce dei suoi acquerelli è endogena e immateriale. Illumina d'improvviso il paesaggio, «uscendo» dalla tela, ricavata com'è dalla «semplice» circoscrizione del bianco naturale del supporto.
Accanto, una piccola marina firmata Cesare Viazzi. Una rarità, poiché il pittore - originario d'Alessandria, a Genova con una cattedra di Figura all'Accademia - si è sempre dedicato di preferenza al nudo femminile e alle scene mitologiche. Almeno fino al 1906, quando interrompe bruscamente la vita d'artista e si dedica all'antiquariato.
Non mancano all'appello Figari, ultimo grande interprete della «Scuola dei Grigi» e poi appassionato di marine. Rambaldi, famoso per le sue vedute liguri e parigine. E ancora, Schiaffino, Salietti, Peluzzi e la Zandrino per comporre un affresco di quest'indimenticabile stagione della pittura ligure.