Meglio due ore con Bruce che la sexy Sharon

Maurizio Acerbi

A casa con i suoi va presa per quella che è: una commediola leggera e non troppo volgare che pesca di qua e di là da altri film, certamente più accattivanti, contando molto sull’appeal (giusto quello) di Matthew McConaughey ed il nome di Sarah Jessica Parker (anche se fuori parte). Sul tema del trentacinquenne che non vuole lasciare casa e genitori era molto più divertente Tanguy (se non l’avete visto andate a noleggiarlo); qui, l’idea di base fa più da spunto che da filo conduttore, lasciando presto spazio alle scaramucce amorose dei due protagonisti. Tripp, ha tutto per avere successo con le donne: è bello, è ricco, è simpatico. L’unico difetto è che non ha voglia di lasciare i suoi genitori, i quali, sono costretti a doversi ancora occupare di un uomo che, già da tempo, dovrebbe vivere per suo conto. A mali estremi, estremi rimedi: i due, al colmo dell’esasperazione, si rivolgono a Paula, una professionista che dovrà far invaghire il buon Tripp e convincerlo ad andarsene da casa. Ovviamente, l’amore farà capolino mandando all’aria i piani. Un film patinato, vecchio stile, molto utopistico, da prendere per quello che è: un’aspirina di 90 minuti per dimanticare i faccia a faccia elettorali.
Visto che hanno aspettato 14 anni per dar vita al sequel, ci si poteva aspettare qualcosa di più da questo sciapo Basic Instinct 2, brutto secondo episodio di un film che costruì molte delle sue fortune sul famoso accavallamento di gambe della Stone. La quale, tanto di cappello, a 48 anni dimostra di essere ancora una delle donne più sexy del pianeta. Che poi questo basti per reggere la trama di una pellicola con più ombre che luci è tutto da vedere. Sempre nei panni di Catherine Trammell, la ritroviamo a Londra. Qui, a seguito di un incidente automobilistico, il suo compagno muore e lei viene accusata di omicidio. La vogliono sottoporre ad una perizia psichiatrica, affidata al dottor Glass (David Morrissey). Il quale, ben presto, si fa irretire dalla sensuale probabile omicida, scatenando un gioco delle parti che sa di già visto. I pruriti degli spettatori che aspettano giochi di gambe come nel primo film vengono parzialmente grattati da un paio di scene di nudo integrale. Poca roba di fronte alla pochezza e alla girandola di personaggi, al limite del ridicolo, che gli sceneggiatori fanno piombare nel thriller. Che si volesse trasmettere il messaggio che la Stone era una manipolatrice di persone, va bene, ma questi che le girano attorno e che dovrebbero essere tutti stimati professionisti, sembrano usciti dalla fiera dello sprovveduto.
Molto meglio Solo due ore nel quale Jack Mosley (Bruce Willis), poliziotto alcolizzato, si ritrova a dover accompagnare, in tribunale, un furfantello. Una missione apparentemente facile, lunga giusto 16 isolati, se non fosse che il suo prigioniero deve testimoniare contro un poliziotto e che tutta la polizia di New York stia facendo di tutto per ucciderlo. Buono il ritmo, dialoghi frizzanti e ottima l’accoppiata tra Willis e Def.
I film più visti a Genova nell’ultima settimana: 1) Il caimano; 2) Il mio miglior nemico; 3) Notte prima degli esami; 4) La pantera rosa; 5) Basic Instinct 2; 6) 8 amici da salvare; 7) Final Destination 3; 8) Solo 2 ore; 9) A casa con i suoi; 10) V per vendetta.
maurizio.acerbi@ilgiornale.it