«Meglio fare il sindaco che il ministro»

La Moratti negli Usa ha incontrato il primo cittadino newyorkese Bloomberg: «L’Expo del 2015? La vedo come uno strumento per creare il domani»

Meglio fare il sindaco che il ministro: parola di Letizia Moratti, ex ministro dell’Istruzione e da sei mesi sindaco di Milano che nella sua due giorni newyorchese ha incontrato Michael Bloomberg, come lei imprenditore «prestato» alla politica. E infatti il sindaco di New York, a cui ha fatto visita nella City Hall, il municipio di New York, le ha chiesto da quanto è in carica e se intenda ricandidarsi, come ha fatto lui che è al secondo mandato. «Non mi piace fare piani - la replica cortese della Moratti -. Ma sì, potrei anche correre di nuovo». Un modo per spiegargli che la legge permette la rielezione e nulla di più, come ha poi precisato con i giornalisti alla fine dell’incontro in cui Bloomberg le ha donato una mela di cristallo di Tiffany, ricevendo in cambio un cofanetto di cd della Scala. «Non ho mai fatto progetti per il futuro - le parole di lady Letizia -. L’importante è concentrarsi su quello che si fa. Altrimenti si rischia di far male le cose». I progetti per il futuro, invece, nel caso di Milano, «sono necessari». A partire dall’Expo 2015 («La vedo come uno strumento per progettare il futuro»).
D’altro canto, pensare al futuro è anche quello che sta facendo New York. Due giorni fa Bloomberg ha presentato una relazione tutt’altro che lusinghiera, se le cose non cambieranno, su quello che sarà la metropoli nel 2030 dal punto di vista delle risorse (come l’acqua), dell’ambiente e del traffico. «Le grandi città - il commento della Moratti - si devono porre il problema di come svilupparsi. Un problema a lungo termine che un sindaco deve affrontare insieme alle tante cose della quotidianità. Io sto cercando di progettare i prossimi dieci anni e l’orizzonte, forse, deve essere più ampio. Facendo il sindaco si è vicini ai problemi reali delle persone, c’è un impegno più ampio». Poi qualche parola sul percorso che ha preceduto il suo arrivo a Palazzo Marino. «Se tornassi indietro - assicura sorridendo - rifarei il ministro, come rifarei ogni esperienza che è passata. Ma fare il sindaco è di certo più bello».