Di Meglio festeggia e saluta: «Da settembre nuovo preside»

Settant’anni di storia festeggiati con un premio intitolato all’ex presidente della Fiat ed ex allievo Paolo Fresco: così il Liceo D’Oria ha celebrato la sua fondazione. Il preside Salvatore Di Meglio e Paolo Fresco hanno consegnato una borsa di studio da mille euro a tre dei migliori allievi dell’anno 2006/2007: Giulia Caffarena, Celilia Binda e Jiuliet Ospovat. «Sono passati settant’anni di storia - ha detto il preside Di Meglio - dalla costruzione di questo edificio, iniziata nel 1935 e terminata nel 1937, e come direbbe il buon Dumas tutti lo ricordano ancora, studenti, professori e semplici cittadini di Genova. Mi piace parlare di una prosopopea di questo palazzo, che nel tempo ha avuto la capacità di parlare di sè, diventando un’istituzione, non un semplice servizio».
Tra i presenti alla cerimonia il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, l’assessore Giovanni Battista Pittaluga, l’onorevole Alfredo Biondi, il questore Salvatore Presenti e il presidente dell’Associazione Ex Allievi Fabio Saccomanno.
Ed entro metà giugno il Liceo D’Oria avrà un nuovo preside. Lo ha annunciato il capo d’istituto in carica ma prossimo alla pensione Salvatore Di Meglio, oggi nella scuola di via Diaz. «Sono a capo del D’Oria dal 1991 - ha continuato Di Meglio - il bilancio è estremamente positivo. Di più non avrei potuto raggiungere dal punto di vista professionale. Non avrei mai creduto di diventare preside, quando lo dicevo da giovane ci credevo poco. Il primo giorno che ho messo i piedi dentro a questa scuola è stato nell’ottobre del 1960, ero un giovane studente del secondo anno di Lettere, venni a fare una supplenza. All’epoca non esistevano docenti, non esistevano graduatorie, non esisteva la pletora di aspiranti di oggi e soprattutto di latino e greco non c’era nessun prof. Andai e cominciai la mia carriera di insegnante con una classe di ginnasiali che mi sono rimasti nel cuore, come tutti i successivi. Ecco come ho iniziato».
Di Meglio non ha voluto fare nessun nome per il suo successore e ha aggiunto con ironia: «Molto maschilisticamente sarei felice che fosse un uomo, ma non sarei dispiaciuto se fosse una donna; questo semplicemente perché il liceo ha sempre avuto presidi uomini».