«Meglio francesi» Così vendevano anche i cognomi

Un cognome nuovo di zecca, una «second life» con cui ricominciare indisturbati a commettere crimini. È questo uno dei metodi escogitati dai nomadi per sfuggire al carcere e ai controlli delle forze dell'ordine. Non si tratta di un sostituto dell'alias ma di una sua «evoluzione legale» che solo i capifamiglia possono permettersi. Basta trovare la persona compiacente che - con dovuto rimborso - accetti di adottare il nomade. Trovare un nuovo padre costava sui 10milioni di lire più un «barattolo pieno di oro», come riportano le intercettazioni telefoniche. Se l'affare va in porto l'acquirente cambia il suo cognome, noto alle forze dell'ordine, con un altro pulito, tramandandolo ai propri figli. Con la registrazione all'anagrafe della nuova identità, la persona prima conosciuta dalle forze dell'ordine per aver commesso reati e subito condanne, sparisce nel nulla, diventa praticamente un fantasma. Le più ambite sono le generalità italiane o francesi, quelle che non assomigliano neppure lontanamente ai tipici cognomi slavi che possono «destare sospetti nelle forze dell'ordine».