«Meglio gay che comunista»

Meglio gay che comunista. Prosegue allegramente la passeggiata dell’elefante Piergianni Prosperini nella cristalleria del politicamente corretto. A finire in cocci, questa volta, una categoria per la verità in via d’estinzione. Da cui, probabilmente, non arriverà una richiesta di dimissioni. «La mia - ha detto ieri al periodico omosessuale Babilonia - è stata un’iperbole. Ne uso spesso per colpire la fantasia e, a volte uso dire “il soffio del drago”, altre “la garrota di Tex Willer”. Ho molti amici omosessuali e non ho mai avuto screzi con loro. Ho un cugino che lo è, ci rido sopra e faccio un po’ di battute del tipo “non sai cosa ti perdi”, oppure “sei un bel ragazzo, meno male, così uno meno in giro che rompe le balle”. Ma, secondo lei, nel 2007 mi potrebbe turbare una cosa del genere? Mi turberebbe di più se un mio parente mi dicesse: “sono comunista”». Cosa diversa la politica. «Può darsi che io non sia favorevole alle case per le coppie gay, ma solo perché abbiamo 14mila e 600 sfratti esecutivi di famiglie con prole che sono sulla strada». Quindi «prima ci occupiamo delle famiglie con prole». «I Dico ?Un matrimonio di serie B. Comunque non ho mai voluto offendere gli omosessuali. Nella mia educazione e cultura vi sono anche tre bambini che ho adottato e iniziative per aiutare l'Africa».