Il meglio di George W. Bush parola per parola

Dall’11 settembre a Katrina, da Osama a Obama, da Cristo ad Allah: gli otto anni della presidenza di George W attraverso le sue frasi più famose. Molte delle quali diventate "bushismi"
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Cominciano tutti così...
«La Casa Bianca? Non ci penso nemmeno. É come caricare la mia famiglia sulla macchina per un viaggio lungo, attraverso terre sconosciute, verso una destinazione incerta». 16 settembre 1998 

Come volevasi dimostrare
«Corro per la presidenza. Sono venuto qua per dirvelo e per garantirvi che voglio essere il prossimo presidente americano. Mia madre mi ha avvisato: fa solo che non s'accorgano di come sei veramente...». 12 giugno 1999 

In nome del padre
«Il mio modello politico è Cristo. É lui che ha cambiato la mia vita». 16 dicembre 1999 

Convention
«Siamo i partito delle idee e delle innovazioni, il partito dell’idealismo e della comprensione, il partito di una speranza semplice ma potente: quella di ricominciare di nuovo» 3 agosto 2000 

Completamente suonato
«I talebani? Cosa sono? Un complesso rock?...» 4 maggio 2000 

Il primo rivale: Gore
«Veniamo da posti diversi. Io vengo dal Texas e voglio portare a Washington uno spirito nuovo, un modo diverso di fare politica. Gore è stato alla Casa Bianca per otto anni: la sua occasione l'ha avuta». 14 ottobre 2000 

Dare i numeri
«Gore è l’uomo dei grandi numeri, delle cifre fasulle. Comincio a pensare che oltre ad inventare internet abbia inventato anche la calcolatrice...» 14 ottobre 2000 

L’insediamento
«Ai nemici della libertà e del nostro Paese io dico: l’America è impegnata da sempre per storia e per scelta a dar vita a equilibri che favoriscano la libertà. Per questo difenderemo sempre i nostri alleati e i nostri interessi, mostreremo la nostra determinazione senza arroganza». 20 gennaio 2001

Sinistre premonizioni
«Viviamo in un mondo pericoloso, che talvolta non condivide i valori americani» 20 febbraio 2001 . Prima conferenza «Darò presto altre conferenze stampa, ma non troppo spesso. altrimenti voi resterete senza domande. E io senza cravatte di ricambio...» 22 febbraio 2001

Promesse americane
«Un bilancio si conta in dollari ma si misura in vite. Per questo bisogna spendere per scuole eccellenti, assistenza sanitaria di qualità, pensioni sicure, ambiente più pulito e difesa più forte». 28 febbraio 2001 

Undici settembre
«Questo è un momento difficile per l'America: oggi, abbiamo avuto una tragedia nazionale. La libertà è sotto attacco, dobbiamo fare di tutto per proteggerla. Daremo la caccia ai responsabili e li puniremo». 11 settembre 2001 

Caccia a Osama
«La cosa più importante per noi è trovare Osama bin Laden. E’ la nostra priorità assoluta e non avremo pace fino a che non lo troveremo. Può accadere tra un giorno, tra un mese o tra un anno. Pensa forse di potersi nascondere. Ma non ci riuscira». 13 settembre 2001 

L'Asse del Male
«Nel mondo esiste Asse del Male che comprende Iraq, Iran e Corea del Nord, che si arma per minacciare la pace nel mondo». 29 gennaio 2002 

La pistola fumante
«Saddam Hussein ha ordinato ai propri generali l'uso di armi chimiche contro gli Usa. Oltre 200 uomini di Al Qaeda sono nascosti a Bagdad. Aspettare una prova certa, la pistola fumante, può significare a volte favorire un attentato atomico da parte dei terroristi». 7 Ottobre 2002

Le sfide del domani
«Questo Paese ha di fronte a sé numerose sfide: non faremo finta di non vederle, non le ignoreremo, non passeremo i nostri problemi ad altri Congressi, ad altri presidenti, ad altre generazioni. Li affronteremo con concentrazione, con chiarezza, con coraggio». 29 gennaio 2003 

Uomo avvisato
«Saddam e i suoi figli devono abbandonare l’Iraq entro 48 ore. Il loro rifiuto di farlo si tradurrà in un conflitto militare». 17 marzo 2003 

Eccoci
«La guerra di liberazione dell’Iraq è cominciata. La battaglia è feroce e non ne conosciamo la durata, anche se conosciamo l’esito: il regime iracheno sarà disarmato e destituito. Il Paese sarà libero». 20 marzo 2003 

Modelli da seguire
«L’Iraq può diventare un modello di democrazia per tutto il Medio Oriente. sarà un cammino difficile. Prima in Iraq bisognava tenere le finestre chiuse per parlare di Saddam. Adesso le finestre sono tutte aperte». 28 aprile 2003

Missione compiuta
«Le operazioni di combattimento importanti sono finite in Iraq. Nella battaglia dell'Iraq, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno prevalso». 1 Maggio 2003, dal ponte della portaerei Lincoln, davanti allo striscione "Missione Compiuta".

La bugia del secolo
«Abbiamo trovato le armi di distruzione di massa. Abbiamo trovato i laboratori per le armi biologiche. E altri ne scopriremo, con il tempo. Ma chi dice che non abbiamo trovato armi proibite, ha torto, le abbiamo trovate”. 29 maggio 2003

Grazie ragazzi
«Senza Saddam Hussein il mondo è più sicuro». 18 marzo 2004 

Un amico prezioso
«Sono orgoglioso della mia amicizia con Berlusconi. Condividiamo gli stessi valori. Silvio è un amico saggio che mi da buoni consigli: sono consigli che io ascolto». 20 maggio 2004

Parola mantenuta
«Abbiamo restituito l’Iraq agli iracheni» 28 giugno 2004 . Errare è umano «Anche se non abbiamo trovato armi di distruzione di massa lo rifarei». 13 luglio 2004 .

Se lo dici tu...
«I nostri nemici sono creativi e pieni di risorse, e lo siamo anche noi. Loro non smettono mai di pensare a nuovi modi per danneggiare il nostro paese e la nostra gente, e nemmeno noi...». 5 agosto 2004

Primo mandato
«Posso aver sbagliato sulle piccole cose ma nelle grandi decisioni, dall’Afghanistan all’Iraq, ho sempre fatto le scelte giuste». 9 ottobre 2004

Un solo Dio
«Cristiani e musulmani venerano lo stesso Dio anche se abbiamo vie diverse per raggiungerlo. Sono Osama Bin Laden e al Zarqawi che pregano un falso Dio, un dio che uccide innocenti». 24 ottobre 2004

Ricchi di sogni
«Io so che è nell'interesse dei palestinesi di poter vivere in una società nella quale possono realizzare i loro sogni, se sono degli imprenditori...». 12 novembre 2004 

Il fine è la fine
«Il nostro scopo ultimo è la fine della tirannia nel mondo». 21 gennaio 2005

Parla con me...
«In questo lavoro hai sempre un mucchio di roba che bolle in pentola: non c'è molto tempo per starsene tranquilli in poltrona, gironzolando per lo Studio ovale, tipo chiedendo ai ritratti appesi al muro "come pensate che sarà la mia reputazione"...?». 16 marzo 2005

L'esorcista
«Passerò molto tempo a occuparmi della previdenza sociale. Mi piace affrontarla. Penso che sia la madre che è in me...». 14 aprile 2005

Travolto da Katrina «Sono emersi seri problemi nella capacità di risposta a tutti i livelli. Ma di tutto ciò che è andato male la responsabilità è pienamente mia». 13 settembre 2005

La Cina è (più) vicina
«La Cina deve continuare sulla strada delle riforme perchè più la Cina è libera meglio sarà accolta nel mondo. E nel 21° secolo la libertà è il destino di ogni persona dalla Nuova Zelanda alla penisola coreana». 16 novembre 2005

Bushismi
«Io punto a essere una nazione competitiva...». 21 aprile 2006

Momenti che valgono «Direi che il momento migliore della mia presidenza è stato quando ho preso un persico trota da tre chili nel mio lago...». 7 maggio 2006

Così così
«In Irak non stiamo vincendo, non stiamo perdendo». 19 Dicembre 2006

Addio Saddam
«La morte di Saddam è un atto di giustizia, la stessa giustizia che lui ha negato al suo popolo». 30 dicembre 2006

Gaffe imperiale
«Vostra Maestà aiutò la nostra nazione a celebrare il suo bicentenario nel 17... cioè volevo dire nel 1976». 8 maggio 2007

Troppo tardi
«Voglio Saddam vivo o morto è la frase che vorrei cancellare. É il mio primo rimorso. Troppe volte ho parlato come un cowboy». 12 novembre 2008

Scarpe Diem
«Le scarpe che mi hanno tirato? Ho visto solo che erano numero 44...». 15 dicembre 2008

Il futuro prossimo
«Ora so solo che tornerò in Texas, là ho molti amici». 12 novembre 2008

L’ultima gufata
«Al mio successore auguro il meglio, una volta che me ne andrò dalla Casa Bianca uscirò di scena e non mi intrometterò più. Ma il rischio più grave per Obama è un altro 11 settembre». 12 gennaio 2009