«Meglio gioventù» in chiave proletaria

Prima di Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, c'era stato solo un film centrato su un giovane missino: Una vita violenta di Paolo Heusch e Brunello Rondi (dvd Minerva), tratto dal libro di Pasolini. Recuperando il quasi mezzo secolo perduto, Mio fratello è figlio unico schiera anche un'intera sezione del Msi; la capeggia un burocrate (Ninni Bruschetta, perfetto), ma è un «volontario nazionale» (Luca Zingaretti, appena caricaturale) ad animarla.
Siamo a Latina, ex Littoria, a partire dalla fine degli anni Cinquanta. I reduci di guerra sono ancora quarantenni dalle mani pesanti e fedeli «all'Idea», sebbene il Msi sia non la ricostituzione del Pnf, ma solo un'estrema destra. Comunque i militanti se n'infischiano: non vivono di politica, ma di un mito. In confronto però all'evanescente padre democristiano (Massimo Popolizio), il ragazzino Accio (Vittorio Emanuele Propizio, poi Elio Germano) è affascinato dal vigore di Zingaretti. In casa, per irrequietezza, Accio rivaleggia col primogenito Manrico (Riccardo Scamarcio), eppure anche i loro attriti sfociano in un'intensa fratellanza. Essa prevarrà sulle ideologie del '68 studentesco e del '69 sindacale (il fratello dello studente Accio è operaio)...
Tratto dal romanzo Il fasciocomunista di Antonio Pennacchi (Mondadori), Mio fratello è figlio unico non propone dunque «ragazzi di borgata» - sodomiti per soldi, nostalgici per fede - ma giovani in cerca d'identità. Però il libro di Pennacchi è passato nel film di Luchetti solo tramite la sceneggiatura di Petraglia e Rulli, che ne fa una Meglio gioventù in chiave proletaria, anziché borghese. L'immagine del giovane che rifiutava la sinistra e l'estrema sinistra, più che amare le destra e l'estrema destra, viene dunque ancora affidata a questa coppia di sceneggiatori. Amaro destino, per chi allora cercava un'identità, ora accorgersi d'aver appartenuto a un'area che tuttora ne trova una solo se gliel'affibbiano i nemici. Fatti loro? Non solo. Anche così spiega che nel film, ai tempi di Michelini segretario del Msi (e basta), già si vedano manifesti del «Msi-Destra nazionale» di Almirante.

MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO di Daniele Luchetti (Italia, 2007), con Elio Germano, Riccardo Scamarcio. 100 minuti. Dal 20 aprile nelle sale