Meglio i «vecchietti» dei giovani talenti

Roberto Bonizzi

L’esperienza, prima di tutto. Gli allenatori delle 32 squadre mondiali, o almeno delle 19 nazionali che hanno disputato l’ultimo campionato del mondo in Giappone e Corea, preferiscono continuare a puntare sui loro «vecchietti». Inserendo in rosa giocatori con una carriera internazionale alle spalle, piuttosto che gettare nella mischia i giovani talenti.
Nella particolare classifica dei «conservatori» (stilata dalla Fifa) si piazza al primo posto il ct svedese Lagerback, che ha perso il suo socio Soderberg, ma ha mantenuto le abitudini, con 13 giocatori confermati. Subito dietro gli Usa del paisà Arena con 12 uomini già in campo quattro anni fa. Seguono a quota 11 Croazia, Francia e Giappone. Capofila dei «rivoluzionari» il ct argentino Pekerman che ha aperto il gruppo ai suoi giovani, vincitori delle Olimpiadi di Atene. Della vecchia guardia resistono Ayala, Sorin, Aimar e Crespo.
L’Italia naviga a centro gruppo, con nove azzurri «riciclati», cifra significativa se si considera l’avvicendamento in panchina tra Trapattoni e Lippi. Meglio del ct azzurro il verdeoro Parreira, subentrato come selezionatore a Scolari (ora allenatore del Portogallo). Dell’undici brasiliano schierato nell’ultima amichevole pre-mondiale contro la Nuova Zelanda, probabilmente la stessa formazione che affronterà la Croazia a Berlino nel debutto tedesco, ben otto elementi facevano già parte della spedizione pentacampeao nippo-coreana. Cinque erano titolari nella finale vincente contro la Germania: Cafu e Roberto Carlos sulle fasce, Lucio al centro della retroguardia, Ronaldinho e Ronaldo nel «quadrato magico» offensivo. Oggi schierati insieme ai giovani gioielli Kakà (solo riserva nel 2002) e Adriano. Parreira ha perso per strada l’undicesimo «reduce», il centrocampista del Barcellona Edmilson, messo fuori causa da un infortunio al ginocchio durante il ritiro.
Nell’Italia di Lippi, dopo la rinuncia a vestire la maglia della nazionale del capitano storico, Maldini, si ritroveranno in campo Buffon, Nesta, Cannavaro e Zambrotta, per una linea difensiva con una sola variazione. E Materazzi resta la prima delle riserve. Gattuso è ancora l’uomo di fatica a centrocampo, con Totti e Del Piero a creare per gli attaccanti. Nel parco offensivo parte nuovamente di rincorsa Inzaghi.
Curiosa la scelta della Francia che quattro anni dopo una cocente eliminazione al primo turno si ripresenta con metà rosa invariata (11 su 23). E pensare che in Giappone e Corea i «galletti» erano arrivati con l’organico molto simile ai trionfi del mondiale e dell’europeo precedenti. Barthez, Thuram, Sagnol, Makelele, Zidane, Vieira, Wiltord: quasi tutta la squadra titolare. Nove conferme anche per Eriksson che comunque schiera la meglio gioventù inglese, Rooney e Walcott in testa.