«Meglio l’allegria di X Factor che maestri e predicatori»

Di recente ha scoperto il suo ultimo mestiere, quello dell’innamorato. Cantante, dj, organizzatore di eventi, presentatore televisivo, talent scout, protagonista di reality, autore di programmi. Argento vivo, fuoco, energia allo stato puro, che mille impegni ha ma, nell’incontro con una donna, capisce che «tutto questo si può fare anche dedicandosi a un’altra persona».
Insomma Francesco Facchinetti ieri sera, con il gran finale della quarta edizione di X Factor, ha coronato una stagione iniziata meravigliosamente quest’estate con i baci sulle Dolomiti con la sua Alessia (Marcuzzi) e continuate con una buona riuscita del programma che più gli sta a cuore. Settimane di voli aerei su è giù tra Milano, Roma e Mariano. Lui che guarda lei al lunedì al Grande Fratello, lei che lo segue a X Factor. Sembra una favola, infatti è la Tv, ma per loro due è una bella realtà.
Dunque, Francesco, prima le cose più importanti: come va con Alessia?
«Pura felicità. Prima di incontrare lei pensavo che una relazione potesse essere un ostacolo alla mia vita professionale. Sono impegnato in mille attività: ho scoperto che riesco a farle tutte ugualmente e sono pure più contento».
Hai pure cambiato idea sul «Grande fratello...»
«No, ho detto in tempi non sospetti che la vera forza della trasmissione è lei perché riesce a renderla leggera, brillante, glamour e a condurla con serenità nonostante i lati più retrivi. E comunque l’edizione italiana è molto meno trash di quelle che vanno in onda negli altri Paesi».
Ma veniamo al tuo di programma, bilancio della quarta annata, amata e odiata dal pubblico.
«In un anno in cui è cambiato tutto, devo dire che alla fine mi sembra sia venuta bene. È stata un’edizione piena di cose, con cantanti molto diversi tra di loro, che hanno portato belle storie personali e si sono mostrati più naturali, e questo si vede anche negli inediti».
Questione Tatangelo: dei quattro giudici la più criticata...
«Troppo facile prendersela con la più giovane e inesperta. Lei si è confrontata con tre mostri sacri, Mara Maionchi da noi dalla prima edizione, Elio e Ruggeri che hanno alle spalle un’importante storia musicale ed è ovvio che ha dovuto subire il loro prestigio. Però quando si è trasformata da Lady Tata in sora Tata ha mostrato anche di sapersi sporcare le mani e dire cose che agli altri veniva più difficile».
Altra critica: lo show sembrava un ricettacolo di casi umani...
«Chi fa questo mestiere è un caso umano di natura. Dai più grandi, come Jovanotti o Baglioni, chi utilizza la musica per esprimersi ha vissuto vicende difficili, ha un’umanità e una sensibilità diversa dal comune. Prendiamo il caso di Stefano Filipponi: è stato un privilegio averlo sul palco, la sua presenza ha arricchito tutti, ha mostrato come da un difetto si possa ricavare una grande dote».
Ma Nevruz ci è o ci fa?
«È un artista. Se ci è o ci fa non lo so e alla fine conta poco. La storia della musica è piena di artisti che ci hanno preso per il culo: quelli che vivevano come dannati sono morti veramente, gli altri ci hanno giocato. Ho conosciuto Marilyn Manson quando è venuto in Italia: tutte le sere chiamava la mamma per dirle che le mancava. Nevruz è un personaggio che sa comunicare qualcosa: lui divide, chi lo odia, chi lo ama, e questa è la differenza che fa un artista».
Finito «X Factor», ora ti aspetta un’altra missione, testare programmi pilota per Raidue tra dicembre e gennaio: un nuovo gioco («101 modi per vincere un quiz») e forse uno show sul ballo.
«Quello che Raidue chiede io faccio. Sono un soldatino e il mio contratto con la Rai va avanti fino al 2012. Ovviamente cercherò di valutare meglio gli show che mi vengono proposti... (il riferimento è al flop del programma Il più grande italiano di tutti i tempi, che non si adattava al presentatore)».
C’è il rischio che l’anno prossimo «X Factor» non si faccia.
«Non sono cose che mi competono. Se non si farà, come detto, sono a disposizione per altro. Se si farà mi piacerebbe esserne ancora alla guida visto che lo considero un pezzetto di me».
Cosa vuoi fare ancora in Tv?
«Tutto ciò che è allegro, divertente, leggero. Per me la televisione è uno strumento invasivo, per questo mi piacciono solo trasmissioni per divertire. Non sopporto i monologhi, i maestri e tutto ciò che ti vuole insegnare o imporre un’idea, che vengano da Fabio Fazio o da qualsiasi altro, di qualunque connotazione politica sia. La gente si dovrebbe informare leggendo libri e giornali: tutti quelli che ascoltano Saviano dovrebbero invece comprare il suo libro. E trovo orribile un’informazione dilagante su casi come quello di Sarah Scazzi. I bambini in Tv dovrebbero guardare programmi come il Bim Bum Bam di quand’ero piccolo io».