Meglio parlare di nonni e di aree da valorizzare

(...) Poi, si leggono articoloni su presunti scandali e scandaletti. Che, come spesso accade a Genova, sono amplissimi il primo giorno, meno grandi il secondo, a piede di pagina il terzo e fra le notizie in breve il quarto. Quando va bene, quando si realizza che gli scandali preannunciati tali non sono, c’è un colonnino per dire che non c’era reato o che è finito tutto in una bolla di sapone. Quando va bene.
Oppure, si discute sull’ordine alfabetico delle liste o sulle alchimie per arrivare all’assegnazione degli otto posti nel listino del presidente.
Tutti temi rispettabili, per carità. Ma, come dire?, non propriamente in vetta agli interessi della maggior parte dei cittadini.
Noi, dal canto nostro, abbiamo fatto una scelta diversa. Che è quella di privilegiare le proposte concrete, le idee, i fatti. E così, anche quando parliamo di Burlando, ci piace farlo per annunciare i provvedimenti (e, soprattutto, i non provvedimenti) della sua giunta. Quelli che influiscono o influiranno sulla nostra vita quotidiana.
C’è più politica nel Durc - il certificato che attesta la regolarità contributiva di tutte le aziende, anche quelle che magari stanno aspettando da anni i pagamenti dalle pubbliche amministrazioni, ma alle quali le pubbliche amministrazioni chiedono le imposte senza sgarrare di un giorno - che in mille articoli sulla composizione delle liste elettorali o sul listino del presidente. Eppure, leggere di Durc è quasi un’utopia. E ho detto Durc per dirne una delle tante.
Quindi - come abbiamo fatto per Burlando e per alcune iniziative della Asl3 di Renata Canini che, nonostante molti limiti, errori ed orrori della sanità regionale, obiettivamente, ha anche fatto buone scelte che vengono incontro ai cittadini - così ci piace parlare di Biasotti non perchè candida Broglia nel Tigullio o Bertolotto a Savona. Saranno gli elettori a pronunciarsi su queste candidature e, ovviamente, rispetteremo le scelte degli elettori.
Ma ci piace parlare di Biasotti per tre sue idee che possono essere il nuovo sprint per la Liguria.
Primo: il ripopolamento della Regione, volano di sviluppo. Quindi, un piano per portare alle nostre latitudini - non necessariamente a Santa Margherita o a Portofino, dove le case non sono proprio accessibili a tutti - lavoratori, ma anche pensionati che scelgano la qualità della vita. Ovviamente, assicurando loro qualità della vita. Quindi, centro storico di Genova vivibile. Quindi, entroterra non isolato e abbandonato.
Secondo: il lavoro in Liguria. L’idea di dare a un euro al metro quadro le aree di proprietà della Regione o della Filse agli imprenditori che si impegnano a portare la loro produzione nelle province liguri è un’ottima proposta. Ora va affinata, pubblicizzata e giocata come un jolly decisivo.
Terzo: i nonni baby sitter. Perfetto per valorizzare i nonni, che sono la nostra ricchezza, ma anche per aiutare le famiglie. Il principio è lo stesso per cui è meglio l’assistenza domiciliare dei malati lungodegenti, aiutando economicamente le famiglie (o, al limite, il country hospital), piuttosto che il ricovero in strutture. La spesa è uguale, se non minore. Il valore è doppio.
Soprattutto, ha un valore aggiunto che è l’amore. La bellezza dello sguardo di chi guarda una persona cara.
Ecco, si parlasse di quello sguardo, sarebbe una campagna elettorale migliore.