«Meglio il parroco ricco che riavere don Farinella»

Toglieteci tutto, ma non don Lorenzo. È l’appello dei fedeli delle parrocchie di Bargagli e Davagna, che sanno dell’inserimento del loro parroco nella lista dei paperoni col tesoro in Liechtenstein sui indagano le procure italiane. Ma non ci credono. E soprattutto non vogliono tornare indietro. Perché il passato si chiama, guarda caso, don Farinella. C’è sempre un prete da prima pagina, insomma. Ma c’è subito da dire che il paragone non regge. È una coincidenza, insomma. Persone e situazioni son ben differenti: l'unica cosa che i due sacerdoti hanno da spartire sono le parrocchie da cui sono passati come parroci.
Parliamo della zona di Bargagli e Davagna, ora unita alle parrocchie di Calvari, Rosso e Paravagna. In tutto cinque parrocchie, che don Lorenzo, ordinato sacerdote nella Pentecoste del 2004 (classe 1968, la sua è stata una vocazione «tardiva»), ha ricevuto in affido da circa un anno e mezzo, o, per dirla con le sue parole: «Non sono le mie parrocchie che sono mie, ma sono io che sono ormai di queste parrocchie».
È infatti bastato poco perché don Lorenzo conquistasse i cuori dei fedeli. E così, quando è giunta ai parrocchiani la notizia del fatto che anche don Lorenzo fosse tra la lista degli indagati per un conto segreto in Liechtenstein (di 650 mila euro) co-intestato a suo nome, i parrocchiani si sono stretti intorno al sacerdote. Domenica, alla Messa celebrata da don Lorenzo a Calvari, c’erano 18 anime - cronista compreso - ad affollare la minuscola chiesa di San Andrea. Roba per cui, al segno della pace, ti vedi don Lorenzo che scende dall'altare e va a portare il suo gesto di affetto a ognuno dei presenti. Poco tempo tra una Messa e l'altra in giro per la vallata («in un solo anno ho fatto 30 mila chilometri in auto di spostamenti tra le parrocchie») ma c'è spazio per un sorriso per ognuno.
Ma sullo specifico caso, il sacerdote preferisce tagliare corto con tutti: «Sono un orso, me lo dice sempre anche l'Arcivescovo. Non so proprio che dire in merito. Stanno facendo un’indagine che dura da tempo, no? Bene, lasciamo che indaghino...» E via con un sorriso e tanta serenità in cuore. «L'hanno incastrato», commentano alcuni fedeli, ed altri di rimbalzo: "Gli vogliamo tutti un bene dell'anima. Siamo sicuri che risulterò innocente...». E qualcuno si sfoga: «Non solo continueremo a sostenerlo e a dargli le nostre offerte, ma lo difenderemo con la vita! Ma perché gli han fatto una cosa simile? È proprio vero che alle persone buone tutti vogliono mettere i bastoni tra le ruote».
Ma qualcuno tra i fedeli, che meglio conosce la famiglia del sacerdote, azzarda un possibile scenario, con l'ipotesi che «si tratta di un casino fatto dal padre. È per questo che don Lorenzo non vuole parlarne». Ma solo di ipotesi si tratta: nessuna voce ufficiale si pronuncia in merito. E a chiosa della rassegna delle 18 buone anime della piccola e sperduta Calvari, ecco la voce di una signora più anziana dalla memoria di ferro: «Con don Farinella eravamo abituati a questo e a ben altro...ma don Lorenzo si fa in quattro, anzi in cinque per queste parrocchie, e tutto da solo. Ma ce lo vedete un parroco di campagna così, sempre presente in mezzo a noi, ad avere un conto segreto milionario?»