Meglio se il giudice sportivo avesse processato la Samp

La squadra di Garrone sarebbe uscita ancor più candida dal procedimento

(...) stati i primi, con Diego Pistacchi, a dare le notizie sulla sentenza scritta prima del processo. In una parola, sanno che facciamo con onestà il nostro mestiere. Che è (o, meglio, dovrebbe essere) quello di dare le notizie. Senza chiederci prima a chi convengano.
Proprio per questo, mi ha commosso il ringraziamento del fantastico popolo del Muro. Perchè non volevano che parlassi bene di loro o del Genoa, ma solo che non avessi i paraocchi o raccontassi il calcio con due pesi e due misure.
E, proprio perchè non sono doppiopesista, così come ho detto quello che pensavo di Preziosi, vorrei dire la mia anche sul processo sportivo da cui la Sampdoria è uscita grazie al mancato deferimento da parte di Stefano Palazzi. Ho detto e scritto che, da garantista doc, credo fermamente nell’innocenza di Riccardo Garrone, peraltro sancita con tutti i crismi dell’ufficialità dalla giustizia sportiva. Lo stimo a tal punto da avergli sempre fatto notare, anche duramente, quelli che secondo me erano i suoi errori, a partire dall’asse moralizzatore con la Fiorentina, squadra con dirigenti che non hanno gran titoli per dare lezioni di morale. Lo dice pure Palazzi.
Però, proprio perchè penso che Garrone sia innocente e per la stima che gli porto, dico anche che, visto che resta ancora formalmente aperta l’inchiesta penale di Napoli (che, allo stato degli atti, mi sembra assolutamente inconsistente), mi sarebbe piaciuto che la sua innocenza venisse sancita nel processo. Non prima. Non da Palazzi, forse l’unico sopravvissuto al terremoto nel calcio.
Leggendo la relazione di Francesco Saverio Borrelli, magistrato incensato da Novellino che va in estasi mistica ogni volta che lo cita e dallo stesso Garrone («Guido Rossi ha sempre fatto cose importanti ed è partito molto bene: il primo atto che lo dimostra è la nomina di Borrelli», ipse dixit), infatti si leggeva che il consiglio a Palazzi era quello di deferire i blucerchiati. Particolare passato quasi sotto silenzio a Genova. Palazzi, invece ha preferito archiviare. Secondo me, sbagliando. Anche nei confronti della Sampdoria.
Perchè, a mio parere, di fronte a intercettazioni dove si parla di «carne di porco» e alla testimonianza napoletana di Manfredi Martino, anche i blucerchiati avevano tutto l’interesse ad allontanare dalla squadra ogni minimo sospetto e a non lasciare alcuna ombra. Invece, lo sport processa Galliani che non è indagato a Napoli e non Garrone che, invece, è indagato a Napoli.
Ecco, di fronte a questo dato di fatto, io avrei preferito di gran lunga il processo sportivo alla Samp. Per farla uscire ancor più candida.
E credo che dirlo e ricordarlo, non significhi essere nè genoano, nè sampdoriano. Semplicemente, giornalista. Sono certo che anche i veri tifosi blucerchiati, con la loro straordinaria carica di affetto e di intelligenza che mi hanno sempre dimostrato, accettando le critiche quando erano giuste, saranno d’accordo con me.