Il meglio dal Trento film festival All’Apollo trionfa la montagna

C'è la storia di Yusuf che dopo dieci anni di carcere torna fra le sue montagne sopra il Mar Nero (Sonbahar, di Alper Ozcan, premio Genziana d'oro). C'è la storia di una cabinovia destinata alla rottamazione finché un uomo non decide di ripararla con nastro adesivo (Die Seilbahn, di Claudius Gentinetta e Franck Braun, Genziana d'argento). Poi ci sono le storie di tanti bimbi affittati come usava nelle valli occitane del Piemonte per prestare servizio nelle fiere alpine. A raccontarle è Giorgio Diritti nel suo nuovo documentario, Piazzati, minàas fitàas. Il Trento Film festival sbarca, come di consueto a Milano, all'Apollo spazio cinema, da oggi a giovedì (02-780390, www.spaziocinema.info). Sotto la direzione artistica ed appassionata di Maurizio Nichetti, in città arrivano non solo le migliori pellicole dell'ultima kermesse tridentina, ma anche una mostra fotografica dedicata al Perù (fino al 30 giugno nel foyer del cinema) e aperitivi con l'autore. Come domani quando, alle 18.30, toccherà a Paola Lugo, autrice, per Mondatori, di Montagne ribelli, raccontare le più belle passeggiate letterarie sulle tracce dei partigiani. Giovedì, alla stessa ora Alessandro Gogna e Daniele Redaelli parlano invece dei «cento volti» di Riccardo Cassin, racconti in un libro da Bellavite. Ogni serata ha un indirizzo: stasera si apre con i film vincitori a Trento, la serata dedicata all'alpinismo ricorda, con Karl della milanese Valeria Allievi, Unterkircher, lo scalatore scomparso la scorsa estate sul Nanga Parbat.