Il Mei premia il talent scout del pop

da Milano

Se non si sapesse in giro, pochi riconoscerebbero in quest’uomo quasi timido uno dei talent scout più bravi del momento. Piero Cesanelli è il fondatore e da quasi vent’anni il direttore artistico del Festival Musicultura che dalla periferia di Macerata è riuscito ad arrivare quasi al centro del mondo discografico. «Sono invecchiato con questo Festival» dice lui, che fino a quarant’anni ha insegnato Lettere a scuola ma poi ha seguito la passione, le rime amare di Jacques Brel, quelle visionarie di Bob Dylan. «Ho sentito il bisogno - spiega ora - di creare una manifestazione che premiasse la musica di qualità in tutti i suoi aspetti, interpretativi ma anche compositivi e di arrangiamento. E poi avevo il sogno di portare sullo stesso palco la musica, la letteratura e la poesia. Un’idea che convinse subito anche Fabrizio De Andrè, il primo a dare l’adesione al comitato artistico di garanzia, cui si sono poi aggiunti in tanti, da Dacia Maraini a Vasco Rossi». Insomma, negli ultimi anni dal Festival Musicultura (informazioni su www.musicultura.it) sono stati consacrati, in ordine sparso, GianMaria Testa, Pacifico, Amalia Grè, Simone Cristicchi, Avion Travel, Patrizia Laquidara, Povia e persino l’ultimo tormentone del momento, quel Per diventare gay di Mines che Fiorello ha trasmesso per settimane a VivaRadio2. Tutti decollati verso il successo dallo Sferisterio di Macerata. Forse per questo ieri al Mei, il Meeting delle Etichette Indipendenti chiuso da Pupo e Capone & Bung Bangt, Piero Cesanelli ha ritirato un premio per il suo Musicultura. Che il prossimo anno, con la diciottesima edizione, festeggerà la maggiore età ma è già laureato per meriti artistici.