Meinrado

Questo tedesco era figlio di contadini di Sulichgau, villaggio vicino a Württemberg. Si fece benedettino ed entrò nel monastero svizzero di Reichenau, dove poté studiare. Dopo essere stato ordinato sacerdote, venne mandato a insegnare in una scuola monastica sul lago di Zurigo. Ma presto Meinrado si sentì chiamato a una vita di solitudine. Così, verso l’829 chiese ai superiori e ottenne il permesso di andare a fare l’eremita nella foresta vicina. Qui in breve tempo la fama del santo eremita si sparse per l’intorno ed erano tanti quelli che andavano da Meinrado a cercare consiglio o preghiere. I tanti, però, finirono col diventare troppi e l’eremita finì col decidere che era giunto il tempo di cambiare aria. Andò dunque a cercarsi un rifugio ancora più isolato e lo trovò dalle parti di Einsiedeln. Qui rimase tranquillo per circa venticinque anni, fino al giorno in cui due strani visitatori giunsero a trovarlo. Correva l’anno 861 e quei due non erano altro che delinquenti spacciatisi per pellegrini. Chissà perché, si erano convinti che il santo eremita nascondesse un tesoro. L’ignaro Meinrado li ricevette con cortesia ma, quando quelli si rivelarono, inutilmente si affannò a dire di essere povero in canna. I due frugarono la cella e, naturalmente, non trovarono nulla. Infuriati, allora, uccisero Meinrado a bastonate. Fuggirono verso Zurigo ma vennero inseguiti da due corvi che, a furia di gracchiare, insospettirono le autorità. Quando la verità venne a galla, i due assassini furono giustiziati e il corpo del santo venne riportato solennemente a Reichenau, dove ebbe sepoltura.
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