La Melandri: «L’amnistia? È un’idiozia»

Roberto Bonizzi

Se l’Italia vince i mondiali, amnistia nel mondo del calcio. L’equazione risuona nei corridoi del Transatlantico, a Montecitorio. Maurizio Paniz, deputato di Forza Italia e presidente dello Juventus Club della Camera, ha lanciato l’idea già da diversi giorni. E il tema, insieme alla cavalcata degli azzurri di Marcello Lippi nella coppa del mondo tedesca, diventa d’attualità, ogni giorno di più. Il ministro con delega allo Sport, Giovanna Melandri, smentisce categoricamente l’ipotesi di un colpo di spugna sulle ombre scure del pallone: «Se c’è qualcuno che crede di coprire il tutto con il frastuono di un gol azzurro, si sbaglia - dice il ministro in un’intervista a Donna Moderna -. Parlare di amnistia è un’idiozia. Il calcio ha bisogno di una grande riforma. Le partite della nazionale sono una cosa diversa da quelle dei processi sportivi in corso. Teniamo le cose separate».
Immediata la replica di Paniz. «Il ministro Melandri è libera di dire ciò che vuole, ma non certo di togliermi la parola e il diritto di ribadire che, in caso di vittoria dei mondiali, sarebbe lecito parlare di amnistia nel mondo del calcio. Non mi stancherò di ripeterlo. Trovo incredibile che si continui a parlare di amnistia per assassini e stupratori e non si possa invece parlarne per il pallone. Il ministro mi dica: quali valori reputa più importanti?».
Si schiera con Paniz anche Maurizio Ronconi, Udc. «Negare oggi la possibilità di un’amnistia è inutile e soprattutto dannoso: la Melandri controlli la sua verbosità». Difende le parole del ministro il sottosegretario per le politiche sportive, Giovanni Lolli: «Un colpo di spugna equivarrebbe a seppellire la possibilità di cambiare». Duro anche il verde Paolo Cento: «L’unica amnistia giusta è quella per i tifosi di tutte le squadre, criminalizzati in questi anni anche se il marcio era altrove».