Melandri: «Vince ancora Rossi»

Il leader deve battere i fantasmi del passato più che i rivali. E a Brescia rispunta Bettini

Nanni Scaglia

da Le Mans

Ha conquistato quattro delle ultime sette gare ed è secondo in classifica a soli quattro punti da Nicky Hayden, eppure Marco Melandri continua a non essere considerato uno dei favoriti per il titolo.
«Da una parte è perfino meglio - risponde Melandri - perché così ho meno pressione e non sono costretto a fare un buon risultato a ogni costo anche quando non sono a posto con la moto».
Finora per lei è stata una stagione di alti e bassi.
«Prima di Le Mans ho chiesto al team manager Fausto Gresini e alla mia squadra di avere incontri programmati, dove ognuno, il mio capo tecnico, il responsabile delle sospensioni, quello delle gomme e il telemetrista, espone i singoli problemi, per avere un quadro preciso della situazione. A Le Mans, in prova abbiamo iniziato con qualche difficoltà, ma tutti insieme siamo riusciti a trovare buone soluzioni. Ancora non siamo al 100%, ma abbiamo individuato la giusta strada da seguire».
Secondo lei, i risultati negativi sono la regola o l’eccezione?
«Nelle prime due gare non eravamo a posto con la moto, mentre in Cina siamo andati fuori strada, sprecando il poco tempo con la pista asciutta e in gara mi sono trovato in difficoltà. Ma si è trattato di episodi. Adesso non dico di poter vincere tutte le domeniche, ma di essere competitivo sì».
Nonostante le difficoltà, lei è il pilota che ha vinto più di tutti in questo campionato ed è secondo in classifica.
«In effetti, al di là delle gare difficili, considero ottimo il mio inizio di stagione. Mi trovo bene nel ruolo di inseguitore perché posso fare la mia strada senza star troppo a pensare al risultato per dover amministrare un vantaggio magari minimo. Quest'anno il campionato è molto combattuto, non c'è un vero favorito e in cinque gare ci sono stati quattro vincitori differenti. È facilissimo recuperare punti, ma è altrettanto semplice perderli in un attimo».
Ne sa qualcosa Valentino Rossi, che lei continua a considerare il favorito al titolo, anche se...
«D'ora in avanti sarà più concreto, ma in questo inizio di campionato ha dovuto fare i conti con la sfortuna, un qualcosa che nella sua carriera prima non aveva mai conosciuto. È una ruota che gira: in passato io ne ho avuta tanta, di sfortuna. Nelle ultime due gare è toccato a lui».