Mele, la Zenobi indagata per tentativo di estorsione

La giovane avrebbe preteso 100mila euro o un contratto in tv su Rai o Mediaset dal deputato dell'Udc per modificare la sua versione sul festino a luci rosse con cocaina

Roma - Francesca Zenobi, una delle partner di Cosimo Mele, l’ex deputato Udc ora nel Gruppo Misto, nel festino a luci a rosse tenutosi alla fine dello scorso luglio in un albergo romano è indagata dalla procura di Roma per tentata estorsione insieme con il suo ex legale, Emanuele Antonaci, nei confronti del deputato. Il procedimento giudiziario, affidato al pm Pietro Pollidori, è scaturito dalla denuncia presentata, per conto di Mele, dall’avvocato civilista che avrebbe registrato su alcuni supporti magnetici la richiesta della donna, attraverso l’avvocato Antonaci, di 100mila euro, o di un contratto con Rai o Mediaset per la durata di un anno, per modificare l’originaria versione dei fatti sul festino a luci rosse, condito dall’uso di cocaina, nel corso della quale si sentì male la stessa Zenobi. L’ipotesi di reato è quella di concorso in tentativo di estorsione. Perquisizioni sono state compiute dai militari domenica scorsa nell’abitazione della Zenobi nonché nello studio e nella residenza romana del suo legale. Tracce di cocaina furono trovate su un comodino, su una card della stanza d’albergo e su una scheda di ricarica telefonica di Mele, indagato per cessione di droga e omissione di soccorso. "Non escludo - ha commentato ironicamente l’attuale legale della Zenobi, Roberto Ruggiero - che nell’ansia di imporre la sua verità il deputato abbia perfino presentato una querela per violenza carnale da parte della Zenobi".