Melegnano espugnata vince il centrodestra

Tra gli impegni presi dal vincitore il vigile di quartiere modello Milano

La Cdl ha espugnato anche la mini-roccaforte rossa di Melegnano. Meno citata della «Stalingrado d’Italia», Sesto San Giovanni, non è meno significativo però il cambio di rotta registrato a Melegnano - comune di circa cinque chilometri quadrati e diciassettemila residenti - dove da quindici anni il centrodestra non riusciva a «sfondare». Anche qui invece la Cdl ha dato la spallata al centrosinistra, e al primo «round»: non è necessario il ballottaggio. A contendersi la poltrona di sindaco, per cinque anni occupata da Ercolino Dolcini, ovviamente del centrosinistra, erano in tre. L’Unione si è presentata divisa alla sfida, e tra i due «litiganti» è stato il candidato unico del centrodestra ad avere la meglio. Vito Bellomo, avvocato trentasettenne, era sostenuto in armonia da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord, oltre che da Partito dei pensionati, Democrazia cristiana per le autonomie e dalla lista civica In sicurezza. Unità che gli ha permesso di vincere con il 53,28% dei voti (9.118 schede) sugli altri candidati. L’Ulivo aveva affrontato una doppia sfida, quella di vincere il Comune e mettere alla guida del Comune il primo sindaco donna, la quarantaseienne Elettra Sabella, ma la doppia impresa è fallita: la Sabella si è fermata al 22,98% delle preferenze (2.095 voti). È andato meglio, ma non ce l’ha fatta nemmeno Maurizio Bargutti, 52 anni, già vicesindaco, che era sostenuto invece da Sinistra democratica, Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti italiani e Democrazia e partecipazione: ha preso il 23,74% dei voti (cioè 2.165). L’affluenza alle urne a Melegnano è stata del 71,3 per cento, in lieve diminuzione rispetto alle precedenti elezioni quando si era recato alle urne il 72,1 per cento degli aventi diritto.
In campagna elettorale, Bellomo si è impegnato con i cittadini a ridurre l’Ici, aumentare la sicurezza introducendo sul modello Milano la figura del vigile di quartiere e a garantire maggiori investimenti per impianti sportivi, iniziative rivolte ai giovani, illuminazione pubblica e periferie.