Melfi, la Fiat ai tre licenziati: lunedì state a casa Fiom: "Operai in fabbrica o intervento polizia"

Un telegramma di poche righe per comunicare che l’azienda &quot;non intende avvalersi delle loro prestazioni&quot;, è la comunicazione che hanno ricevuto i tre operai licenziati a Melfi e poi rientegrati per decisione del tribunale di Potenza. Fiom: &quot;Pronti ad agire sotto tutti punti di vista legali&quot;<br />

Roma - Un telegramma di poche righe per comunicare che l’azienda "non intende avvalersi delle loro prestazioni". È questa la comunicazione che i tre operai licenziati dalla Sata di Melfi, lo stabilimento lucano di Fiat, e poi rientegrati per decisione del tribunale di Potenza hanno ricevuto oggi a 48 ore dalla riapertura dello stabilimento previsto per lunedì prossimo, 23 agosto. L’invito dunque è quello di non presentarsi al lavoro anche se, come precisa ancora l’azienda, saranno rispettati gli obblighi contrattuali nei loro confronti fino al 6 ottobre, data in cui sarà discusso il ricorso di Fiat contro la sentenza del giudice del lavoro.

Fiom: "Pronti ad agire sotto tutti i punti di vista legali" Lunedì i tre operai dello stabilimento Fiat di Melfi "devono rientrare in fabbrica", altrimenti "siamo pronti ad agire sotto tutti i punti di vista legali, anche a chiedere l’intervento delle autorità competenti e delle forze dell’ordine". Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commenta il telegramma inviato dal Lingotto ai tre lavoratori, due dei quali delegati del sindacato dei metalmeccanici della Cgil, in cui li invita a restare a casa. "Non lo permetteremo", aggiunge. Per questo, fa sapere, "in queste ore stiamo lavorando con i nostri legali ad una diffida da presentare all’azienda perchè rispetti il decreto esecutivo di reintegro emesso dal giudice del lavoro".