Melfi verso la terza domenica di stop

da Milano

Vertenza Melfi ancora in alto mare. Il ritorno al tavolo di Fiat e sindacati sul nodo dei 18 turni (gli operai della Sata si rifiutano di effettuare il turno della domenica fino ad aprile, come richiesto dall’azienda, per rafforzare la produzione della Grande Punto) ieri è servito alle parti per esporre le rispettive posizioni. Oggi è in programma il secondo round durante il quale saranno passati al setaccio i dettagli delle varie proposte. Fiom, Fim e Uilm dovrebbero riavviare la discussione sull’esigenza di applicare i 17 turni, quindi eliminando la domenica, fin dal prossimo gennaio. «Ci auguriamo di chiudere la vertenza quanto prima», afferma Antonio Zenga, segretario della Fim per la Basilicata. In realtà, i tempi potrebbero essere più lunghi. La trattativa, infatti, non sarebbe così vicina a una soluzione. I sindacati, infatti, dovranno portare eventuali punti d’intesa all’attenzione degli operai. Ecco perché si profilerebbe per Melfi la terza domenica consecutiva di stop alle linee della Grande Punto.
Le fermate delle ultime due domeniche, insieme ai brevi scioperi quotidiani dall’inizio della vertenza, ora sospesi, sarebbero costate finora al Lingotto circa 1.400 vetture in meno. «Abbiamo consegnato all’azienda - aggiunge il segretario regionale della Fiom, Giuseppe Cillis - una proposta basata su quattro punti: salario, occupazione, condizioni di vita e passaggio immediato ai 17 turni settimanali come salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi. Noi, con questa proposta - ha concluso - abbiamo risposto in pieno al mandato che ci è stato conferito dai lavoratori, ma siamo pronti a valutare anche le idee che arriveranno dal nuovo incontro». L’allungarsi della vertenza Melfi non sembra spaventare i mercati. Ieri il titolo Fiat ha fatto un balzo del 2,28% chiudendo a 7,39 euro.