La melodia di Malesani ha zittito i «corvi», ma ora deve ripetersi

(...) e di chiedere scusa, una settimana dopo. Troppo facile parlare e tacere. O si parla sempre, o si tace sempre. Nelle vittorie e nelle sconfitte, nella buona e nella cattiva sorte. Indossare la veletta delle vedove di Ballardini alla prima di campionato ci può stare, a patto di dire oggi, con identico frettoloso giudizio, che Malesani è il mago della panchina, per aver ridisegnato in corsa una squadra che ha vinto là dove osano le aquile, nel nido di una «candidata alla scudetto» (frase riascoltata ancora nell’intervallo, poi sostituta da «brutta Lazio» perché, per l’appunto, chi è pronto a parlare nel male sa poi solo tacere nel bene). A patto di dire oggi che Preziosi ha fatto bene a vendere quei «bidoni» di El Shaarawy, Criscito, Ranocchia per comprare quei «fenomeni» di Jorquera, Pratto, Seymour.
Ci può stare scattare in piedi a fare gesti contro la tribuna d’onore all’annuncio del gol di Gilardino per insultare Preziosi che non l’ha comprato, a patto di alzarsi oggi e urlare a Preziosi le scuse per aver risparmiato tanti milioni per uno che magari ha già finito la stagione. Vale sbraitare contro Kucka e chi lo ha venduto solo per metà all’Inter, se due giorni fa, al gol dell’1-2, si è avuto il buon gusto di restare seduti in poltrona senza esultare. E magari in compagnia di quei musi lunghi che tanto abbondano, pare, dalle parti del Genoa. Esagerazioni, paradossi. Kucka, fino al momento del gol, aveva confermato quanto di male aveva dimostrato finora in un esordio di stagione da dimenticare. Criscito, con il suo «compitino», lo rivorrei oggi stesso al Genoa. Gilardino sarebbe stato un gran colpo. Ma soprattutto, domani serve una conferma immediata. Perché il Genoa, dopo un primo tempo giocato con troppa voglia di vincere (il gol e tutte le occasioni della Lazio, a Roma, sono arrivate in contropiede, i tiri in porta e il possesso palla sono sempre stati, per tutta la gara, nettamente a favore del Genoa) rischiando di straperdere, ha guadagnato minuto dopo minuto la personalità che cercava. Quella che gli era mancata con l’Atalanta. Quella che c’è, che esiste nella squadra proprio come ha detto alla vigilia del match un Malesani preso in giro per la sua convinzione. Quella personalità che una squadra tutta nuova, con un mister nuovo, deve mettere insieme giocando partite vere. Rischiando figuracce e trovando fiducia. Domani sera il Genoa, Malesani, Preziosi, i giocatori devono vincere confermando le cose positive. Devono, strada facendo, fare in modo che chi ha parlato la settimana scorsa e ha taciuto domenica, torni a parlare anche nel bene. Appena ci dovesse essere un po’ di continuità sarebbero i primi a cercare di salire sul carro, all’urlo di «io l’avevo detto».