Il melodramma sbarca al cinema

Daniela Dessì e Fabio Armiliato, protagonisti dell’opera nei rispettivi ruoli di Minnie e Ramerrez, la Fanciulla del West puccciniana l’hanno già cantata due anni fa a Torre del Lago; Gelmetti l’ha diretta tante volte e Giancarlo Del Monaco, responsabile di regia scene e costumi della ripresa romana, confessa che praticamente è cresciuto a pane e Fanciulla, essendo stata uno dei cavalli di battaglia del grande Mario Del Monaco, suo padre, e avendola vista la prima volta, ancora piccolo, a Firenze, anni Cinquanta, in una memorabile esecuzione diretta da Mitropoulos.
Gli interpreti mettono le mani avanti, sapendo che l’opera «americana» di Puccini vanta una grande tradizione vocale e direttoriale, al cui confronto non possono sfuggire. La fanciulla del West fu destinata da Puccini al più famoso teatro d’oltreoceano, il Metropolitan di New York, dove debuttò, il 10 dicembre 1910, con la direzione di Arturo Toscanini e, nel ruolo del bandito Ramerrez, il grande Enrico Caruso. E l’opera, anche per merito di quegli interpreti, rappresentò per Puccini il più grande successo della sua carriera: 32 chiamate al proscenio; l’impresario che davanti alla folla osannante gli pone sul capo una corona d’argento e gli consegna una spilla di diamanti e rubini, inviatagli dall'Inghilterra, dalla regina Alessandra, cui l’opera era dedicata. La storia della «girl» americana, tutto cuore e carattere, e il successo che ne seguì, servirono a Puccini per lasciarsi alle spalle un brutto periodo della vita familiare. Gelmetti ha rivelato che la sua Fanciulla è la «summa» di tutte quelle andate in scena finché Puccini era vivo. Terrà conto, cioè, di tutte le varianti alla musica e al testo apportate dal musicista per sua volontà a seguito di qualificati suggerimenti (Toscanini). Giancarlo del Monaco, come anche Gelmetti, hanno messo in rilievo, poi, il taglio «cinematografico» della drammaturgia musicale dell’opera.
Puccini, con la sua opera, avrebbe anticipato, secondo Del Monaco, tutto il filone western inaugurato negli anni Trenta. E perciò, per una volta, egli farà regia «cinematografica» più che operistica. Nel ruolo di Rance, lo sceriffo, canterà un veterano, Silvano Carroli.
Da martedì 8 aprile (ore 20.30). Repliche fino a martedì 15. Info: 06.481601.