Meloni: «Resto per coerenza Chi lascia fa troppi calcoli»

«In politica la lealtà paga, questa è la mia casa. La responsabilità è andare avanti e fare manovalanza in umiltà»

da Roma

Vicepresidente Giorgia Meloni, le donne di Alleanza nazionale se ne vanno con Storace. E lei?
«Io non vado via. Alleanza nazionale è la mia casa, la comunità in cui sono cresciuta. Credo che la coerenza faccia la differenza nell’impegno politico».
Le sue colleghe lasciano per incoerenza?
«Rispetto i percorsi di chiunque, ma in questo caso non li ho compresi. Mi sembrano scelte mosse, per modalità e tempistica, più da calcoli personali che non da grandi passioni ideali».
Ma se ne vanno.
«Daniela (Santanchè, ndr) sa benissimo che anche grazie al suo lavoro abbiamo fatto tante rivendicazioni. Spiace che certe critiche siano mosse da chi nel partito ha avuto la responsabilità di valorizzare le donne».
Che succede in An?
«Io non parlerei di fuga di donne. Il fatto è che Alleanza nazionale ha dato sempre centralità al ruolo delle proprie militanti, e quindi ci sono numerose donne che hanno incarichi di rilievo».
È vero che siete costrette alla «bassa manovalanza»?
«Cos’è la bassa manovalanza? Distribuire volantini? Chi pensa così ha scelto il partito sbagliato. Bisogna saper distribuire volantini e stare in Parlamento con la stessa dedizione. Manovalanza e onori. Uomini e donne. Io ho fatto la mia “manovalanza”, e continuo a farla. La politica non è una vetrina dove se sei donna puoi permetterti di insultare tutti, e tutti ti devono trattare come se fossi una specie in via di estinzione».
Che cos’è la politica per una donna?
«Per fare politica ci vuole voglia e umiltà. “Io ho quel che ho donato”, come scriveva D’Annunzio».
Perché queste lacerazioni in Alleanza nazionale?
«Bisogna chiederlo a chi va via. Nel partito non è cambiato niente in questi anni che possa spiegare scelte simili».
Niente?
«Niente eccetto il fatto che fino a due anni fa eravamo al potere. Per questo rimango. Io non potrei mai fare una scelta politica per una ricerca di un potere maggiore».
È questo il motivo di certi recentissimi cambiamenti nel partito? La Russa l’ha definito «opportunismo».
«Queste ultime scelte fatte così, con un certo astio, si prestano a essere considerate scelte di opportunismo. Io credo che chi non ha vissuto una dimensione di comunità, di militanza politica, sia più facilmente attratto dal trasformismo e dall’inciucio».
E lei? Rischia di rimanere, a trent’anni, l'unica bandiera femminile del partito.
«Io ho una mia visione del mondo, e i miei valori si rispecchiano in Alleanza nazionale, che li ha mantenuti immutabili. Ho condiviso un percorso nel partito».
Storace potrebbe davvero spaccare Alleanza nazionale?
«Non sono particolarmente spaventata».
E i dissidi nella Casa delle libertà le fanno paura?
«Sono convinta che in Italia ormai il bipolarismo sia molto radicato. Credo che alla fine tutti coloro che sono alternativi alla sinistra costruiranno un percorso insieme. Dico però che nessuno è disposto a rinunciare alla propria dignità e alla propria identità per la paura di non avere sufficiente potere».
Lei, ma altri?
«In Alleanza nazionale chi ha fatto militanza non ha la brama del potere nel sangue».