Melzi d’Eril si è dimesso Ora tocca a Zaia intervenire

La notizia della settimana ippica sono le dimissioni del Segretario generale dell’Unire, conte Guido Melzi d’Eril. Mi sto chiedendo: ma quali e quanti altri «insulti» dovrà subire questa povera Unire? Negli ultimi anni una storia infinita di commissariamenti, un tentativo di commissariamento recentissimo da parte del ministro Zaia, abortito pare addirittura con il concorso negativo di appartenenti alla Lega Nord.
È stato chiaro sin dall’insediamento del ministro Zaia che il consiglio Unire non godeva assolutamente della sua fiducia e non poteva essere diversamente visti i termini con i quali era stato nominato da un governo scaduto e screditato. I consiglieri non hanno avuto la sensibilità politica di recepire quello che era chiaro a tutti, anzi hanno reagito alla manifesta volontà di mandarli a casa, con l’approvazione di una controversa delibera a favore delle Società di corse.
Poi la sorpresa delle dimissioni del segretario generale, la cui vicinanza personale e “familiare” alle società di corse era nota a tutti. Dando con ciò spazio ai malevoli di pensare: approvata la delibera che interessava le società, il segretario generale ha tolto l’incomodo. Questo pensa la maggioranza degli ippici, non direi siano queste le reali ragioni, per quanto verosimili, di questa che può apparire come una fuga precipitosa.

Il conte Melzi, avendo percepito l’isolamento in cui si è trovato con il cambio della guardia al ministero dell’Agricoltura, ha ritenuto la sua permanenza insostenibile e deciso in tal senso, anche in considerazione della probabile applicazione nel suo caso, dal momento che i tempi erano compatibili, della mannaia dello Spoil System che prevede per le nomine fatte negli ultimi mesi dal governo precedente la possibilità di interrompere il rapporto senza problemi. Evitando con questa accelerazione danni economici diretti.
A questo punto il ministro Zaia dovrà farsi carico il più rapidamente possibile di una soluzione immediata e quanto prima possibile definitiva per l’assetto dell’Unire, per rendere governabile una situazione che di questo passo, rischia la totale ingovernabilità. Tra non poco l’attività legislativa con l’avvento del mese di agosto si fermerà e allora noi cosa potremmo aspettarci? Non credo che l’attività dell’Ente possa assolutamente rimanere nello stato in cui si trova per un ulteriore periodo di un altro mese. La maggioranza degli operatori del settore guardava con occhi molto interessati e benevoli l’avvento del nuovo ministro, ma a questo punto ritengo cominci a nutrire qualche perplessità. Il passo falso del commissariamento non può che destare preoccupazioni fondate che Zaia deve assolutamente cercare di fugare. Non vorrei fossero cambiati i suonatori, ma che la musica restasse sempre la stessa.