La memoria musicale del Novecento

C’erano autorità politiche e personalità del mondo della cultura e della musica all’inaugurazione, due giorni fa a via di san Teodoro, dell’archivio storico intitolato a Giacino Scelsi. La cerimonia si è consumata in quella che fu innanzitutto la casa del compositore e che ora, per iniziativa della fondazione che ne porta il nome, apre le porte al pubblico (e soprattutto ai musicologi). Si tratta di una preziosa raccolta di oltre 16mila documenti in gran parte inediti, che fanno luce sull’opera del musicista, scomparso nel 1988, stimato come uno dei protagonisti del nostro Novecento. All’iniziativa sono state dedicate notevoli energie e risorse. Nicola Sani, presidente della fondazione Scelsi, ha spiegato che il lavoro di riordino e catalogazione è stato realizzato con la collaborazione del ministero per i Beni culturali e della Discoteca di Stato allo scopo di rendere accessibile agli studiosi un materiale musicologico di profondo interesse. L’archivio conserva documenti visivi e sonori che Scelsi ha affidato alla sua erede Isabella. Di notevole importanza gli oltre seicento nastri, tutti digitalizzati in alta definizione con registrazioni originali fino ad ora mai ascoltati, nonché manoscritti, edizioni a stampa, copie eliografiche di oltre 1.200 partiture in buona parte inedite, destinate ad aprire nuove e stimolanti prospettive di ricerca. La cura, la riorganizzazione e la conservazione di tutto questo materiale si deve al lavoro prezioso di Alessandra Carlotta Pellegrini, direttore scientifico della fondazione, peraltro curatrice di un’ampio sezione bibliografica. Nell’archivio è riunita inoltre la corrispondenza che Scelsi ebbe con grandi personalità del mondo musicale ed artistico, gli scritti del compositore sulla musica e le arti, nonchè la sua produzione poetica. La consultazione per gli utenti è aperta il lunedì e il mercoledì di ogni settimana nella sede della fondazione.