Al Memoria «Ninetta» capolavoro del Porta

Va in scena al Teatro della Memoria dal fino al 22 febbraio la commedia del milanesissimo Carlo Porta «La Ninetta del Verzée», per la regia di Danilo Caravà, con Domitilla Colombo (info: 02-313663). La Ninetta del poeta meneghino parla con un suo cliente che conosce bene: Baldassarre (probabilmente l’autore ha dato di proposito a questo personaggio il nome di suo cugino Baldassarre Maderni, citato nella nota). Ninetta, in preda alla disperazione, si sfoga e gli racconta la sua squallida vita di ragazza rimasta orfana, allevata «come figlia naturale» da una zia, che però muore e la lascia senza protezione. Rimasta sola, la ragazza viene ricoverata in casa del «Coadiutore» (ovvero il Vescovo aggiunto di un altro Vescovo) ma, per amore del Pepp perrucchee, che l’ha sedotta, scappa di casa e si mette con lui. Infine lo sciagurato Pepp la fa prostituire, fino alla inevitabile conclusione: prostituta di mestiere. Quando Ninetta gli nega l’ultimo oltraggio, il Pepp arriva a vendicarsi di lei mettendo in giro una «bosinada» diffamatoria, nella quale si parla di una sua ipotetica malattia venerea e contagiosa, togliendole quindi anche l’ultima possibilità di guadagnarsi il pane. La storia è liberamente tratta dall’originale, il finale riserva qualche sorpresa e il linguaggio non ha mezzi termini né ammortizzatori. Ninetta sa essere sfacciata, commovente, sferzante, pungente, rabbiosa. Racconta se stessa con un linguaggio ribelle, caustico, impetuoso, tagliente, gergale, e mette in mostra l’anima di una donna consapevole della sua miseria, forte, ma bisognosa di conforto. Non a caso è considerato uno dei capolavori del Porta.