La memoria «virtuosa» del pianista Lang Lang

Questa sera l’esibizione del giovane musicista cinese che si cimenta con brani di Schumann, Liszt e Mozart

Pietro Acquafredda

Isaac Stern, il grande violinista che ai tempi del disgelo tra Usa e Cina, compì uno storico viaggio in Cina, nel 1979, documentato nel film Da Mao a Mozart, che nel 1981 vinse anche un Oscar, ci aveva avvertiti della grande disponibilità culturale e del talento musicale di quel popolo. Nel corso di quel viaggio, a riprova di quanto andava dicendo, Stern ebbe modo di scoprire anche un autentico talento musicale, Jian Wang, che riuscì a far venire in Occidente, per farlo studiare presso la Yale school of music, e farlo diventare quello strepitoso violoncellista che è poi diventato. Ma, nel ramo «violoncelli», non occorre dimenticare anche il grandissimo Yo-Yo Ma.
Più tardi, altre piacevoli sorprese sono venute anche da altre discipline musicali nelle quali si pensava che i cinesi non avrebbero potuto eccellere immediatamente. Tanto per fare qualche esempio che noi romani conosciamo bene, nella direzione d’orchestra, dove si è fatto valere Lu Jia, stabile all’Orchestra regionale del Lazio e da qualche giorno promosso direttore musicale dell’Arena di Verona; come anche nel canto dove abbiamo avuto modo di apprezzare in Aida (al teatro Argentina, alcuni anni fa) il soprano Hui He, scritturata alla Scala per la prossima Aida che inaugura la stagione 2006; come anche in Tosca, diretta da Maazel e Butterfly, del prossimo anno, diretta da Chung. Una carriera strepitosa, costruita in pochissimi anni.
Anche il pianoforte gode dell’attenzione dei giovani musicisti cinesi, al punto che nel 2000 la vittoria del Concorso Chopin andò al giovanissimo Yundi Li che abbiamo ascoltato qualche mese fa con la Ubs Verbier Orchestra, proprio a Roma.
Ci dissero in quell’occasione che il giovane pianista era conosciutissimo in Cina, al pari di un divo rock e noi ci credemmo. Altrettanto ci viene ripetuto ora per l’arrivo a Roma, per la seconda volta in pochi anni, di un altro affermato pianista cinese Lang Lang che, a differenza di Yundi Li non ha vinto nessun importante concorso, ma ugualmente si è imposto giovanissimo ed oggi suona con tutte le più rinomate orchestre e sotto i più noti direttori.
Lang Lang, che ha appena ventiquattro anni, per il suo recital all’Auditorium ha scelto un programma mutuato dal suo recente cd, dal titolo Memory, nel quale ha raccolto le opere che l’hanno avvicinato alla musica, nella sua infanzia. Tra le tante, le «Scene infantili» di Schumann (Lang ha impressa bene nella memoria un'’ineguagliata interpretazione di Horowitz), la Sonata in do maggiore (K 330) di Mozart, la sonata n. 3 in si minore di Chopin e poi il virtuosismo strumentale di Rachmaninov (Preludi nn. 2 e 5 dall' op. 23) e Liszt (Sonetto di Petrarca n. 104, Rapsodia ungherese n. 2, trascritta da Horowitz).
Auditorium. Sala Santa Cecilia. Questa sera alle 21 recital del pianista Lang Lang. Biglietti da 14 a 26 euro. Info: 06-8082058.