Memorie del Psi: la «vita di corsa» di Bettino Craxi

«Amarcord» socialista da tutto esaurito lunedì sera al cinema Arlecchino. Si proiettava «La mia vita è stata una corsa», film-documentario sull’esperienza politica, con qualche digressione nel privato, di Bettino Craxi. E Milano, città nella quale il leader che guidò il Psi dal 1976 al 1993 nacque e cominciò giovanissimo a costruire la sua fortuna di uomo pubblico, ha risposto al richiamo della curiosità e della nostalgia occupando tutte e 300 le poltroncine del cinema di via San Pietro all’Orto.
Gran parte dei presenti - dagli ex sindaci Carlo Tognoli e Paolo Pillitteri, accompagnato dalla moglie Rosilde Craxi, al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri passando per Maurizio Sacconi (senatore di Forza Italia), Mario Artali, presidente del Circolo di via de Amicis fondato da Aldo Aniasi, l’assessore comunale Tiziana Maiolo, Veronica Berlusconi ed esponenti del mondo dello spettacolo come Caterina Caselli e Davide Mengacci, - ha conosciuto da vicino Craxi o ha vissuto a Milano negli anni in cui, come ricorda Pillitteri nel documentario «Bettino era già Bettino anche se molti credevano che fosse solo Benedetto». Ma non mancavano gli under 30, per i quali il leader del Garofano è un ricordo d’infanzia. Ed è soprattutto ai giovani che si rivolge il messaggio contenuto nel film firmato da Paolo Pizzolante. «Restituire la storia di Craxi al futuro del Paese»: così Stefania Craxi, figlia dell’ex presidente del Consiglio ha spiegato il senso del film. «La sua - ha detto il deputato di Forza Italia - è stata una storia vissuta di corsa, fatta di vittorie esaltanti e sconfitte dolorose, finita senza giustizia. Io sono qui per difendere non una memoria, ma un’idea, quella di un Paese tollerante dove prima di dare del criminale a un avversario ci si pensa due volte». Un’Italia, ha aggiunto Stefania Craxi, «che non c’è più. I valori di mio padre, quelli del socialismo liberale, hanno trovato spazio in Forza Italia».
«Non ho mai cercato la tranquillità»: con questa frase di Bettino Craxi si apre il documentario che racconta la sua vita politica, dagli esordi al Consiglio comunale di Milano fino agli anni di Hammamet passando per la conquista della leadership del Psi, il difficile rapporto con il Pci di Enrico Berlinguer, la guida del governo e la stagione di Mani pulite. «Non si può far nulla contro i processi falsi», racconta alla fine l’ex premier intervistato in Tunisia durante quello che definisce il suo «esilio politico».