Memorie da una vita vissuta sempre al buio

Gian Paolo Serino

Un romanzo-memoir che è un «viale del tramonto dei ricordi intossicati»: dalla droga, dall'alcol, dagli eccessi di una vita sempre in bilico tra follia lisergica e ricerca di condurre una vita normale. La vita di uno scrittore, di uno sceneggiatore televisivo di successo, di un marito, ma soprattutto di un giovane padre capace di passare dai bar più sordidi di Los Angeles agli studi hollywoodiani, dai racconti scritti per Playboy alle interviste con Mickey Rourke al mondo della pornografia.

È solo una piccola parte dell'esistenza che ha raccontato in Mezzanotte per sempre (Baldini&Castoldi, pagg. 440, euro 20, a vent'anni dalla prima edizione italiana per Leconte). Quest'autobiografia scritta con il ritmo del romanzo fu accolta come un capolavoro: James Ellroy, lo scrittore che ha raccontato i luoghi oscuri di Los Angeles, ha scritto che «Jerry Stahl è il bardo americano dei disobbedienti». Amatissimo anche da Hubert Selby Jr, Eric Bogosian, Tobias Wolff e Jim Carroll, in realtà Stahl è, come ha sottolineato Jonathan Ames, una lettura indispensabile a tutti perché «dopo aver letto questo romanzo nessuno resterà uguale». E non è un'esagerazione. Stahl è capace di emozionare, emozionarsi, mostrare non tanto la propria redenzione, ma la vergogna di un tossicodipendente che ha affrontato ogni abuso. All'epoca di queste memorie era sceneggiatore di Alf, la sit-com della Nbc con protagonista un pupazzo extraterrestre che negli anni '80 faceva ridere e sognare migliaia di bambini.

Eppure il libro inizia così: «Ho un pannolino addosso, in questo momento. Non so se sia quello della pubblicità con la fascetta elastica come si vedono in tv, oppure uno senza nome, uno di quelle sottomarche che si comprano all'ingrosso. Tutto quello che so è che mi sono svegliato in questa stanza d'ospedale e ce l'avevo addosso». È Stahl che descrive la propria overdose. Nel bagno di un ospedale. Lo stesso dove a pochi metri, da pochi minuti, era appena nata sua figlia mentre lui si iniettava l'ennesima dose. Oggi Stahl - dopo essere stato sceneggiatore del Twin Peaks di David Lynch e di C.S.I. - è uno scrittore famoso nel mondo, ma soprattutto ha abbandonato ogni dipendenza.