Il menù del filosofo-farmacista che toglie l’appetito ai dietologi

Nino Materi

Buongiorno dottor Lemme. O preferisce che la chiami «Genio», come si definisce nel suo sito Internet?
«Dottor Alberico Lemme va bene, ma “Genio” suona meglio».
Scusi «Genio», ma in molti la qualificano con un’altra semplice parola: «Pazzo».
«Essere considerati pazzi è la sorte di ogni genio».
Cosa ha fatto di tanto «geniale»?
«Tramite lei vorrei informare il mondo che è iniziata una nuova era nel campo nutrizionale per risolvere definitivamente il problema del sovrappeso. E io, fondatore dell’“Accademia della filosofia alimentare”, sono l'unico artefice di questo evento storico».
La ringrazio per l’annuncio solenne. Però mi risulta che recentemente è stato «artefice» anche di un altro «evento»: un processo per abuso della professione medica.
«Accusa infondata. La denuncia è stata archiviata dal Gip di Monza e non è stato celebrato nessun processo».
Lei è un dietologo?
«No, io sono un farmacista. Ho iniziato i miei studi nel 1990 e le ricerche sono in continua evoluzione».
I suoi risultati sono stati pubblicati su riviste scientifiche?
«Per il momento no. Comunque ho ideato un sistema educativo unico nel suo genere, dove più si mangia e più si dimagrisce. Al bando farmaci e tisane, l’obesità si combatte unicamente attraverso i cibi.
Più si mangia e più si dimagrisce? Mah.
«La mia filosofia considera l'effetto biochimico del cibo, quindi si dimagrisce mangiando a sazietà: minimo 50 grammi, massimo 10 chili a pasto, per ben tre volte al giorno».
Dieci chili a pasto per tre volte al giorno? Sicuro di non sbagliare le dosi o il calcolo delle calorie?
«Io non considero le calorie. Uno può anche mangiare quotidianamente 10 conigli o una frittata di cipolle con 18 uova. La caloria altro non è che l'unità di misura dell'energia termica, non comparabile all'organismo umano, il quale è invece un complesso laboratorio biochimico».
Che c’entra la biochimica?
«È proprio considerando l'effetto biochimico del cibo che si può dimagrire mangiando a sazietà».
Resto scettico...
«Qualsiasi alimento che assumiamo provoca reazioni biochimiche semplici o complesse, secondo la composizione chimica del composto stesso».
È meglio se fa un esempio.
«Alcuni cibi ingeriti alle ore 8 del mattino fanno dimagrire, gli stessi consumati alle 20 di sera fanno ingrassare».
Per questo nei suoi menù-tipo si prevede a colazione - invece di caffellatte, fette biscottate e marmellata - braciole di maiale e spaghetti aglio olio e peperoncino?
«Ciò avviene perché uno stesso ingrediente può seguire diverse vie metaboliche (in base all’indice glicemico, alle componenti chimiche e all'ora in cui è assunto), con risultati metabolici addirittura opposti».
Peccato che i veri dietologi ritengano questa teoria infondata e addirittura dannosa alla salute.
«I “veri dietologi” - come li chiama lei - sanno poco di biochimica, perché la materia non è sufficientemente studiata nei loro corsi universitari».
Perché non ho trovato un solo medico disposto a difendere le sue teorie?
«Per i medici e le case farmaceutiche rappresento un professionista scomodo: le mie idee intaccano pesantemente sistemi economici e apparati di potere. La gente in fila per incontrarmi nella mia accademia di Desio dimostra che sono sulla strada giusta».
Le ha mai fatto visita qualche Vip?
«Più di uno».
Il nome?
«Simona Tagli. Dopo la gravidanza ha perso 24 chili».
Per mantenere il peso-forma si deve mangiare ogni mattina pasta e carne invece di brioches e cappuccino?
«Assolutamente no. La mia non è una classica dieta, bensì un percorso di vita».
Nel suo sito è ancora più esplicito: «“Filosofia alimentare” è per persone evolute e non per i “quaqquaraqquà”».
«Significa che non ammetto alle lezioni chi non ha volontà e costanza. Quelli che non rispettano il programma vengono immediatamente espulsi».
Cosa succede ai «fortunati» ammessi al suoi programma?
«Il metodo si divide in due fasi. La “fase uno” è quella del dimagrimento: dura fino al raggiungimento dell’obiettivo scelto (si perdono dai 7 ai 10 chili al mese). Ogni due giorni vengono consigliati gli alimenti da ingerire in base alla variazioni del peso corporeo, delle circonferenze e delle reazioni metaboliche individuali».
Passiamo alla «fase due».
«È quella dell’educazione alimentare: procede per tre mesi, durante i quali, con inserimenti alimentari settimanali, si arricchisce con cibi e ricette personalizzate il menu della settimana base. In questo modo si riesce a mantenere l’equilibrio enzimatico raggiunto, creando un giusto equilibrio psicoenergetico».
Semplificando?
«In soldoni, ci troviamo dinanzi a un’educazione alimentare in chiave biochimica basata sul gusto personale con la possibilità di nutrirsi mangiando di tutto senza mai più ingrassare. Scusate se è poco».
A proposito di «soldoni», ma per seguire un suo stage di quanto «dimagrisce» il portafoglio?
«Circa 500 euro».
Mi tolga una curiosità: nel suo studio c’è un gustoso profumo di dolci, in zona c’è per caso una pasticceria?
«Ma quale pasticceria. L’aroma viene dal mio laboratorio di leccornie».
Un laboratorio di leccornie in un centro di dimagrimento?
«I miei sono dolci speciali: fanno perdere peso».
Non ci credo.
«È perché non ha mai assaggiato le “palle di Lemme”»?
In che senso?
«Sono palle di cioccolata prodotte direttamente da me con ingredienti naturali».
Altre specialità?
«La sbrisolem (“la prima torta sbrisolona dietetica“) e la cioccolem (“l’unica crema al cacao e nocciole che non fa ingrassare”). L’appendice “lem” sta, ovviamente, per l’iniziale di Lemme».
Non organizzerà pure corsi gastronomici?
«Ho allestito una grande cucina supertecnologica dove insegno i segreti della cucina biochimica».
Prezzo del corso?
«Trecento euro per due giorni».
Versati i quali vi sentirete certamente più leggeri.