Mendatica va in cucina lungo i sentieri dei pastori

Non solo Liguria e Piemonte legate da storia, tradizioni e affinità culturali in una terra di tutti e di nessuno che cerca di affermare la propria identità. Anche nell’estremo ponente ligure, lungo le pendici delle Alpi Marittime e Liguri, la secolare transumanza ha unito le popolazioni della montagna ligure, del cuneese e delle valli occitane. Una economia pastorale ed agricola che ha dato vita alla nascita delle Malghe, minuscoli paesi di pietra disseminati sulle Alpi Liguri tra i 1000 e i 1600 metri. Pastori e contadini che tra le tante cose in comune avevano, ed hanno ancora, la cucina, fatta di farinacei, latticini, ortaggi come le patate, le rape, i porri, l’aglio o da prodotti spontanei raccolti sui sentieri della transumanza.
Proprio per celebrare queste tradizioni e questi prodotti oggi l’antico borgo di Mendatica, nell’entroterra imperiese, offrirà, nei vicoli, nelle cantine, nelle aie e sotto gli antichi portici una singolare gastronomia etnica, detta la Cucina Bianca. Mendatica fa infatti parte di questo progetto che la collega, con i comuni liguri di Cosio d’Arroscia, Montegrosso Pian Latte, Pornassio e Triora, al comune francese di La Brighe e a quello piemontese di Tenda, in provincia di Cuneo.
L’iniziativa prenderà il via alle ore 19 ed i piatti saranno presentati in suggestive ambientazioni allestite dal Comune di Mendatica e dalla Pro Loco, organizzatori della manifestazione. La partenza sarà nella Ciassa dove in una vecchia osteria saranno serviti i Ninietti e la Torta di Patate. In un’antica cucina dei pastori ecco i Bastardui. Nel Vico Madonetta si potrà gustare il brodo alle erbe amare e le Turle, grossi ravioli di patate e menta, conditi con panna aggiunta ad un soffritto di aglio o porro e nocciole tostate. Davanti al sagrato della chiesae sarà servito il piatto simbolo delle Alpi Marittime, i Sugelli, una pasta molto semplice, di sola acqua e farina, lavorata a gnocchetti e condita con una salsa a base di brussu, tipica ricotta fermentata. L’itinerario alla scoperta dei sapori della Cucina Bianca proseguirà con la Panissa di Cicerchia, legume dal caratteristico sapore amarognolo, con i Ravioli di Montegrosso Pian Latte, fagottini ripieni di erbe selvatiche conditi con l'olio extravergine d'oliva e con la Brussusa di Triora, un impasto del pane spianato e ripiegato su se stesso, con ripieno d'aglio o di brussu, cotto nel forno a legna. Si potrà anche assistere alla lavorazione del formaggio, della ricotta, della tagliata, dello yogurt. E poi ancora la polenta saracena dell’Alta Valtanaro e le Patate in ta Paia. L’itinerario si chiuderà con i dolci tipici: le frittelle di mele e i Turui, sottili cialde bianche di acqua e farina farcite con miele rosolato e gherigli misti.
Il viaggio nella cultura delle Malghe non può non includere la visita al Museo della Civiltà delle Malghe realizzato in un’antica casa dove è stata ricostruita con oggetti d’uso quotidiano l’abitazione dell’antico pastore delle Malghe e dove si può ammirare un tradizionale laboratorio per fare il formaggio .
La serata di sarà animata dalla musica del quartetto di musica tradizionale francese, occitana e franco provenzale «Pas de Beton» e dalla musica etnica mediterranea dei «Lycra».