Meningite: 18mila vaccini a Treviso

Nuovo caso a Treviso: un 25enne è in prognosi riservata. Campagna di vaccinazione sui giovani tra i 15 e i 29 anni

Treviso - Sarà attuata una vaccinazione di massa anti meningite nel trevigiano per i giovani dai 15 ai 29 anni d’età. Lo hanno deciso le tre Usl di Pieve di Soligo, Asolo e Treviso nei cui territori rientrano i comuni dove si sono verificati i focolai di meningococco, gruppo C, in queste settimane. La decisione è stata anticipata dalla Regione Veneto e confermata dal direttore dell’Usl 7 di Pieve di Soligo, Angelo Lino del Favero. I ragazzi interessati dalla vaccinazione - le dosi saranno fornite dal ministero della sanità - potrebbero essere fra i 17 e i 18mila, su una popolazione complessiva di 150mila abitanti. Le tre Usl trevigiane hanno confermato, successivamente, che la campagna di vaccinazione inizierà il 27 dicembre. Anche le centinaia di giovani che nei giorni scorsi avevano già effettuato la chemioprofilassi per la meningite, perchè venuti in contatto con persone contagiate, dovranno sottoporsi alla vaccinazione. I comuni in cui si provvederà con la profilassi sono Treviso, Silea, Istrana, Pieve di Soligo, Conegliano e Trevignano. Già ieri il ministero aveva definito "giustificata" l’offerta immediata di una dose di vaccino anti-meningocccico C alla popolazione giovanile (15-29 anni) dei Comuni interessati del Veneto.

Nuovo ricovero Sono sempre molto gravi, ma stabili rispetto a ieri le condizioni di Riccardo Ulster, lo studente 25enne di Conegliano colpito da meningite e ricoverato da ieri a Padova. Il giovane si trova, intubato, nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Sant'Antonio del capoluogo euganeo. I medici già ieri sera avevano pronosticato un periodo di 48 ore di attesa prima di poter eventualmente sciogliere la prognosi. Sabato 15 dicembre scorso lo studente ha giocato una partita di calcio a Montebelluna e poi ha preso parte a una cena con gli amici. Proprio Montebelluna e Conegliano sono vicini e costituiscono geograficamente il territorio in cui si è propagata l’epidemia che ha contagiato nove persone e ne ha uccise tre. Il lunedì è poi rientrato a Padova, dove condivide un appartamento con altri quattro studenti. Il giovane, fortunatamente, non si è recato all’università. Nel frattempo è partito il cordone sanitario: il servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ausl 16 di Padova ha avviato l’indagine per ricostruire la catena epidemiologica e individuare le persone entrate in contatto con lo studente trevigiano. Trenta persone entrate in contatto con Ulster sono state sottoposte a profilassi contro il meningococco con terapia antibiotica, inclusi i quattro inquilini che condividono l’appartamento di Padova con il 25enne. Sotto osservazione anche il locale pubblico dove il ricoverato ha trascorso la serata di sabato.