Meningite, è caccia al vaccino «Andate a cercarlo in Svizzera»

Dopo 2 morti paura in Brianza. Medicine introvabili: i farmacisti invitano ad andare all’estero

Nessun dubbio: il terrore di contrarre il virus della meningite sta già mettendo a dura prova le strutture sanitarie di tutta la Brianza. E non solo. Appena si è sparsa la voce che la malattia ha stroncato due persone, mentre una è riuscita a salvarsi grazie all’immediato ricovero, resse di persone e centinaia di telefonate hanno tempestato gli ospedali. Si è diffusa la psicosi delle vaccinazioni. La drammatica vicenda, che in meno di quarantotto ore si è portata via una giovane trentatreenne e un artigiano di 48 anni, sta creando tra la gente un’incontrollabile ansia. Sono soprattutto le mamme con i loro bambini a fare la fila ai distretti sanitari di Monza, Desio, Seregno e Carate Brianza per cercare il vaccino.
Per ora gli addetti delle strutture sanitarie, in previsione dell’assalto, iniziano a contattare le case farmaceutiche: servono abbondanti scorte per far fronte alle richieste che certamente pioveranno a migliaia. L’immunizzante in ogni caso è disponibile gratuitamente solo per i ragazzi fino a diciotto anni. Per tutti gli altri, il «Menjugate» si deve acquistare in farmacia con la presentazione della ricetta medica. Costo: 57 euro. Il farmaco al momento sembra introvabile, tanto che i farmacisti invitano a reperirlo in Svizzera. L’apprensione ha superato i confini della zona e si estende a macchia d’olio. «Ho deciso di prenotare il vaccino – racconta Alessia, 21 anni, studentessa della Cattolica -. Nelle aule dell’università per seguire le lezioni sono a contatto con centinaia di giovani. Così come sul treno delle ferrovie Nord Milano. Fatto il vaccino mi sentirò più tranquilla».
Quando la meningite colpì uno studente di Seregno, l’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani confermò: «Non è aumentato il rischio di contrarre la meningite e non vi sono i presupposti per vaccinazioni di massa». Proprio oggi il responsabile politico della Sanità lombarda farà conoscere il suo pensiero sui casi di questo tragico fine settimana. Dal canto suo, Antonio Pizzi, procuratore capo della Repubblica di Monza conferma: «Mi farò inviare dai carabinieri le relazioni cliniche e la documentazione con lo scopo di valutare con la massima precisione il quadro della situazione. Vogliamo capire in via cautelare se vi è l’ipotesi di ravvisare inadempienze con rilevanza penale. Per ora, non sono emerse. In ogni caso controlleremo tutti i dettagli e, qualora sia necessario, sentiremo anche qualche medico che a prestato le prime cure».