«Meningite, vaccino di massa solo se c’è rischio»

Farmaco comunque disponibile gratis per adulti e bambini

La Regione è contraria alla vaccinazione di massa, per «ragioni etiche» e per «motivi di finanza pubblica». Secondo gli esperti del Pirellone, infatti, non c’è evidenza scientifica di un’utilità nel ricorrere al vaccino senza essere in una situazione di rischio, anche perché si va incontro a una possibilità - sia pur minima - di averne conseguenze negative. Il vaccino è comunque a disposizione, in modo totalmente gratuito, di tutti i lombardi che lo chiedano per sé o per i propri figli. La vaccinazione antimeningococco C è rivolta a soggetti tra zero e diciotto anni mentre la vaccinazione antipneumococcica coinvolge soggetti da zero e tre anni. Realizzabile nel corso di tutto l'anno, può essere somministrata senza prescrizione medica negli ambulatori dell'Asl, dopo che siano state escluse eventuali controindicazioni. Inoltre il vaccino viene somministrato in modo attivo (ovvero senza la richiesta dei cittadini) nelle situazioni a rischio per ragioni specifiche, quando vi sia stato un episodio di contagio nelle vicinanze o, ad esempio, per le persone immunodepresse e per le famiglie con disagio sociale.
La questione è stata dibattuta a lungo in un carteggio tra la Regione e l’Istituto superiore di Sanità, che ha chiesto la vaccinazione di massa. Ma l’assessore regionale, Luciano Bresciani, rimane convinto della posizione del Pirellone: «Il nostro atteggiamento è corretto, tanto che l’incidenza della meningite è in diminuzione e in questo momento non c’è una situazione di allarme». Secondo gli studi epidemiologici, aggiunge l’assessore, in Lombardia l'incidenza della meningite si colloca a livelli inferiori alla media europea. Spiega ancora Bresciani: «Il vaccino è efficace solo su alcuni ceppi e non su altri. La vaccinazione di massa nelle situazioni di rischio è positiva, ma la commissione regionale è convinta che sia meglio evitarla quando non esiste un rischio specifico. Nelle Regioni in cui si fa la vaccinazione di massa non c’è alcuna riduzione dell’incidenza della meningite. Si tratta anche di una questione che riguarda la finanza pubblica e, se non si ha alcun risultato, è meglio che i fondi possano essere usati in modo migliore. Il ministero sta predisponendo il piano vaccini, nel quale è previsto l’inserimento delle vaccinazioni contro la meningite per tutti. A questo punto attendiamo anche i finanziamenti connessi».
L’assessore alla Sanità non nasconde perplessità di sostanza, oltre che economiche: «Teniamo presente che l’incidenza di una complicazione da vaccinazione, sia pur minima, esiste. Così da un punto di vista etico non ci sentiamo di spingere le vaccinazioni di massa, perché non abbiamo certezza dell’utilità e in più c’è un potenziale rischio, sia pur minimo». E intanto in Lombardia si è diffusa la psicosi da meningite dopo che un 19enne di Seregno è morto giovedì proprio per una forma violenta della malattia.