VIA DA MENO 6 Confermata la penalità per i nerazzurri e 3 anni e mezzo all’ex azzurro

Totti e Borriello in panchina sino a un quarto d'ora dalla fine, entrano in sequenza e lo Slovan Bratislava segna. Ranieri era un dilettante, in confronto a Luis Enrique, nel senso che aveva l'imbarazzo della scelta, in avanti, raramente il suo atteggiamento era al limite del mobbing. Il tecnico spagnolo si è presentato nel peggiore dei modi, sembra proprio il Sacchi prima maniera, che escludeva Tassotti e Maldini per impiegare i fidi Mussi e Bianchi, nella difesa del Milan di 25 anni fa. Ai due ex azzurri ha preferito Caprari, che ha il merito di avere colto un palo, e Okaka, neanche convocato per il ritiro, originariamente. Totti in avvio di settimana era penalizzato da un indurimento ai flessori, aveva disputato tutta la seduta di rifinitura. «Scelta tecnica», dice Luis Enrique. Davvero cervellotica.
L'1-0 di Slovacchia, nella prima partita ufficiale della stagione, mortifica il popolo giallorosso. I 18 anni di famiglia Sensi portarono il terzo scudetto, la supercoppa Italiana e due coppa Italia, dal 2003 non ci furono più grandi investimenti sul mercato, con l'arrivo della liquidità degli americani la speranza era di una stagione da lotta per lo scudetto, il timore è di un'annata negativa, come l'ultima. Nello scorso decennio la Roma è andata benissimo, piazzandosi sei volte seconda, o male, bucando il campionato. Erano attesi campioni, restano dieci giorni di mercato per prendere qualcuno. Vicino l'ex azzurrino Osvaldo, tra Fiorentina e Bologna mostrò grandi qualità però tutto sommato fallì, all'Español si è rilanciato, comunque non è un top-player. Servono 4 titolari: due centrocampisti, una punta e un centrale difensivo. Davanti sono stati ceduti Menez (Psg) e Vucinic (Juve), è arrivato il solo Bojan Krkic, che a 20 anni resta un'incognita. A centrocampo De Rossi era squalificato, Simplicio e Brighi non sono più da Champions, Perrotta e Greco semplici alternative. Il campione del mondo ha 34 anni, non va bene per il gioco tecnico voluto dal nuovo tecnico: si esalta nella corsa, in fase di possesso la palla gli sbatte semplicemente contro. Il portiere Stekelenburg è vicecampione del mondo, con l'Olanda, si è presentato con una papera, perché il colpo di testa sull'angolo da destra era facile da respingere.
Giovedì alle 20,45 la gara di ritorno è da vincere con due reti di scarto, a tre giorni dal campionato siamo già al dentro o fuori: Luis Enrique si è messo nei guai con le sue stesse mani, anche se resta favorito per il passaggio alla fase a gironi.
«Vogliamo creare una squadra vincente - dice il nuovo proprietario Thomas DiBenedetto -, ma i tifosi devono avere pazienza. È un grande onore avere rilevato il controllo della società, anche per i soci Pallotta, Ruane e D'Amore. Trasferisco questa prima emozione: faremo grandi cose per il futuro di questo club». E ancora: «È stato un onore entrare nello spogliatoio, spiegare ai giocatori l'orgoglio per il loro lavoro duro. Il primo obiettivo è che lottino in campo. Il gruppo di lavoro con Baldini, Sabatini, Fenucci e Luis Enrique porterà bel gioco: ma non è facile apprenderlo subito».