Meno consensi per la pena di morte Bush resta convinto: è un deterrente

L’America registra il millesimo giustiziato (il detenuto Kenneth Lee Boyd, nel North Carolina) da quando la Corte Suprema riaprì le esecuzioni nel 1976. Ma molti segnali rivelano un Paese che è sempre meno convinto dell’utilità della pena capitale. Con un’eccezione di rilievo: per il presidente George W. Bush, che ha messo la firma sul 15% di tutte le esecuzioni degli ultimi trent’anni, «resta un deterrente che aiuta a salvare vite innocenti». Negli anni Ottanta, sulla scia del boom della criminalità nelle grandi città, 84 americani su 100 volevano la pena di morte. Nel decennio successivo i favori sono rimasti intorno all’80 per cento. Adesso, con il tasso di criminalità in forte discesa e la scoperta di non pochi tragici errori giudiziari, la approvano 66 americani su 100, e alcuni governatori decidono di graziare un condannato.