Meno energia in Borsa ma più cara

da Milano

Il prezzo dell’energia alla Borsa elettrica italiana nel 2006 è cresciuto del 27,6% a 74,75 euro per Mwh: il prezzo ha risentito da un lato del rincaro di petrolio e gas, dall’altro dell’inizio dell’operatività dei costi delle emissioni in seguito all’accordo di Kioto.
Il valore delle contrattazioni ha raggiunto i 15,9 miliardi di euro. Con una sola eccezione i prezzi dell’energia sulle Borse europee sono risultati superiori a quelli della Borsa italiana.
La domanda elettrica lo scorso anno è cresciuta del 2%, mentre le operazioni della Borsa hanno visto quantitativi in calo del 3,2%, in particolare perché è scesa la produzione da impianti Cip6 (che è trattabile solo in Borsa) e perché si è ridotto il peso del mercato vincolato per il quale la Borsa ha una notevole importanza, in quanto arriva a coprire una larga fetta (quasi il 90%) delle forniture.
Come già in passato i prezzi sono stati più bassi al Nord (con 73,63 euro medi per Kwh) e più alti in Sardegna (80,65 euro per Mwh).
In compenso gli incrementi sono stati più bassi al Sud e più alti al Nord, con la sola eccezione della Sardegna che ha registrato i rincari più elevati.