Meno imposte per le imprese rinviata la stangata sui Bot

Il premier accontenta Montezemolo su incentivi e sconti. In cambio promette alla Cosa rossa di aumentare il prelievo sui guadagni in Borsa entro l’anno

Roma - La riduzione dell’Ires (l’imposta sul reddito delle società) entrerà nel collegato alla Finanziaria, ma forse non sarà a costo zero per le casse dello Stato. Infatti, come annuncia Pierluigi Bersani, gli incentivi alle imprese non saranno tagliati in parallelo allo sconto fiscale, ma semplicemente «riorganizzati». «È un’operazione complessa - aggiunge il ministro dello Sviluppo - senza scambio con gli incentivi». L’aliquota Ires, conferma Palazzo Chigi, calerà dall’attuale 33% al 28%; inoltre, l’aliquota Irap diminuirà dal 4,25% al 3,9%. Secondo il governo, l’operazione sarà compensata dall’aumento della base imponibile. Confindustria «apprezza». Le richieste presentate da Luca di Montezemolo sono state esaudite: bisognerà però capire quale sarà la reazione della sinistra radicale della maggioranza, che ieri tuonava: «Basta con gli aiuti alle imprese, tassiamo invece le rendite finanziarie».

A poche ora dal varo della Finanziaria in Consiglio dei ministri, quella sull’Ires è una delle novità più corpose, ma non l’unica. Sempre sul fronte fiscale, si ipotizza che la riduzione dell’Ici (sotto forma di una maggiore detrazione sulla prima casa, dagli attuali 103 euro a circa 200) possa valere già in dicembre, quando gli italiani pagheranno la seconda rata dell’imposta. Le norme sull’Ici 2007 verrebbero introdotte nel decreto legge, immediatamente operativo, che accompagna la Finanziaria. Oltre alle riduzioni di Ires e Irap, confermate da Palazzo Chigi, si ipotizza la concessione degli assegni familiari anche ai lavoratori autonomi, in cambio di un aumento dello 0,1% dei contributi. Confermato anche il forfettone per i lavoratori autonomi e le imprese marginali. Possibile, inoltre, lo slittamento da oggi a domani del collegato, con il pacchetto pensioni-welfare.

Quanto all’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie - uno dei punti di maggiore frizione all’interno della maggioranza - voci non confermate parlano di un possibile compromesso. Palazzo Chigi conferma che non sarà in Finanziaria, ma la sinistra radicale insiste per un impegno formale del governo ad agire entro giugno-luglio prossimi. In breve, l’aumento dell’aliquota al 20% sulle rendite da Bot, Cct, Btp, obbligazioni e così via non sarà inserito adesso nella manovra. Il governo potrebbe però impegnarsi, anche attraverso un voto parlamentare (ad esempio, un ordine del giorno) ad agire entro la prima metà del 2008, tacitando in qualche modo la protesta della sinistra radicale e le richieste dei sindacati. Insomma, si tratterebbe di un semplice rinvio.

Del resto, molti osservano che, con le Borse in fibrillazione per la crisi legata ai mutui Usa, questo è proprio il momento meno adatto a un provvedimento del genere. L’aumento della tassazione sul capital gain dal 12,50 al 20%, nel 2008 porterebbe, si calcola, non più di un miliardo di euro nelle casse dell’Erario. Cifra lontana dalla greppia di cui la sinistra favoleggia. Basta e avanza il tesoretto fiscale, che cresce ogni giorno grazie alle imposte già esistenti. E a proposito di mutui, il repubblicano Nucara propone a Padoa-Schioppa di inserire in Finanziaria un fondo per aiutare le famiglie a basso reddito a fronteggiare l’aumento dei tassi di interesse.