MENO MALE CHE CLAUDIO C’È

Sapete qual è la vera notizia? Che nel titolo di questo articolo, non c’è nemmeno un pizzico di piaggeria nei confronti di Claudio Scajola. Che dire «Meno male che Claudio c’è» non è un eccesso da tifoso politico e nemmeno uno slancio lirico da appassionato delle gesta del leader politico imperiese.
Anzi, a dirla tutta, ritengo che la venerazione riservata al ministro dello Sviluppo Economico da alcuni suoi compagni di partito in fondo lo danneggi. Ritengo che vedere gente che annuisce alle sue frasi prima ancora che abbia aperto bocca o che tratta le sue parole con più riverenza di quella che si riserva a Benedetto XVI quando parla ex cathedra, non aiuti Claudio Scajola. Che, però, ovviamente, non c’entra nulla ed è in qualche modo vittima innocente della situazione.
Ma, detto questo, titolare e dire «Meno male che Claudio c’è» è solamente una fotografia - e nemmeno particolarmente enfatica - del ruolo che sta svolgendo il ministro dello Sviluppo Economico per la Liguria. E non solo. L’ultimo sondaggio dell’istituto Consortium, uno dei più seri sulla piazza, oltre a dare ottimi risultati per il governo Berlusconi in generale, piazza Claudio Scajola sul podio dei ministri più apprezzati, immediatamente alle spalle di Renato Brunetta, di cui in questo periodo si rischia di sentir dire che cammina sulle acque e moltiplica pani e pesci, e di Roberto Maroni. «Subito dopo, nel gradimento viene Scajola, davvero molto popolare» spiega Nicola Piepoli, che firma il sondaggio, realizzato ovviamente con tutti i crismi del metodo Cati, della rappresentatività del campione e della pubblicazione sul sito del governo, che è quello che differenzia i sondaggi seri da quelli farlocchi. (...)