Meno di un mese fa la tragedia di Joy

RomaUna nuova aggressione a Torpignattara. Il triangolo compreso tra la Casilina e la Prenestina è stato nuovamente teatro di una feroce aggressione. Le vittime questa volta sono tre bengalesi. A due settimane dall’atroce delitto nel quale hanno perso la vita il commerciante cinese Zeng Zhou e sua figlia Joy di 9 mesi, il popolare quartiere del Pigneto è di nuovo sotto la lente dei mezzi di informazioni e delle forze dell’ordine. Uno dei tre bengalesi si sarebbe rifiutato, secondo le prime ricostruzioni fatte dai carabinieri, di assecondare un gruppetto di balordi che gli chiedeva una sigaretta. Per questo Mojibor Rahman, di 38 anni, è stato picchiato selvaggiamente da tre ragazzi. In sue difesa sono intervenuti due parenti, Arob Ali e Robiul Molla entrambi di 24 anni. Questi hanno avuto la peggio. Feriti entrambi con un coltello, sono stati ricoverati in ospedale.
Il fatto è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. Solo ieri, però, se n’è avuta notizia quando la comunità bengalese è stata protagonista di una manifestazione spontanea di protesta per le strade del quartiere. Chiedono più sicurezza e maggiori controlli. Per un quartere, il Pigneto, troppo spesso al centro delle cronache cittadine.
Da sempre considerato un quartiere modello per il modo in cui le comunità straniere si sono integrate nel tessuto preesistente, da qualche mese il Pigneto vive forti tensioni sociali dovuti a intolleranze e violenze gratuite. Il «fattaccio» nel quale ha perso la vita la neonata cinese è soltanto il più eclatante e drammatico.
Intanto i carabinieri, da subito sulle tracce dei tre balordi, sono riusciti a fermare proprio l’autore materiale delle ferite da coltello inferte ai due bengalesi. Si tratta di un sedicenne ora in stato fermato in attesa di convalida, farebbe parte di una banda di bulli del posto. I carabinieri ora continuano a cercare i suoi complici. Secondo le descrizioni fornite dalle vittime si tratterebbe di due persone di carnagione chiara, forse italiani o romeni.
I tre nella notte tra venerdì e sabato avrebbero aggredito il primo immigrato in via Serbelloni, tentando di portargli via il portafogli e rompendogli il naso con un pugno. Tutto sarebbe nato da un pretesto futile, forse la richiesta di una sigaretta, secondo quanto ricostruito finora. In un secondo momento i tre sconosciuti si sarebbero scontrati con i due parenti dell’uomo, accoltellandoli e fuggendo. I due bengalesi, feriti alle braccia e al torace, non sono in pericolo di vita e uno è già stato dimesso.
«Noi della comunità degli immigrati residenti nel quartiere denunciamo la mancanza di sicurezza e di protezione da parte delle forze dell’ordine - afferma il portavoce della Comunità Bangladesh di Roma -. Le strade sono piene di delinquenti, teppisti e criminali. Siamo sempre noi, gli immigrati, a essere aggrediti. Torpignattara è stanca di subire queste violenze».
La replica del Campidoglio non si è fatta attendere, per voce dello stesso primo cittadino che ha voluto tempestivamente gettare acqua sul fuoco. «Il comunicato fatto oggi dall’arma dei carabinieri - spiega Gianni Alemanno, fac - dimostra quanto impegno viene profuso dalle forze dell’ordine, soprattutto nella zona di Torpignattara. Ci sono stati 84 arresti soltanto nelle ultime 48 ore». «Questo dimostra - aggiunge il sindaco - che lo sforzo di controllo del territorio è notevole, quindi da questo punto di vista dei passi avanti importanti sono stati fatti. Questo episodio va valutato attentamente. Ma non va enfatizzato».