Meno mostre, più soldi ai musei

Le grandi opere d’arte sono diventate instancabili pendolari, pronte a partire dovunque vengano richieste. Primavere botticelliane e dame raffaellesche, preziose tavole di Mantegna e disegni di Leonardo, tele di van Gogh e di Gauguin: soldatini pronti all’imballo e all’imbarco per destinazioni planetarie. È giusto sottoporle a tanto stress? E tutto per mostre dispendiosissime, in tempi di magra. La rassegna «Tesori del Louvre», annunciata con toni roboanti in primavera per Verona, è stata annullata per i costi eccessivi.
Brutta retromarcia, ma estremamente utile a far meditare sul problema. Sarebbe meglio pensare un po’ più ai musei, dimenticati e spesso senza una lira. In Italia ce ne sono moltissimi e bellissimi. La Toscana, a esempio, è costellata di preziosi musei che meriterebbero di essere conosciuti dal grande pubblico (più curioso e intelligente di quanto si creda) e non soltanto dagli studiosi. Perché non destinare loro una parte delle risorse disperse in mostre spesso effimere? Scopriremmo così il fascino dei musei di Camaiore, di Fucecchio, di Pistoia, di Prato...